Comitato regionale Calabria

Contatto: calabria@altragricoltura.net

Dino Briglio 3282689526

 

Alle organizzazioni sociali, ai movimenti rurali e urbani

agli eletti, agli uomini e le donne delle istituzioni

 

INVITO

Alla riunione regionale calabrese per costituire il comitato promotore della legge contadina di iniziativa popolare per la sovranità alimentare 

Rende(Arcavacata), 23 Aprile 2007 ore 18 c/o UDU - CGIL (di fronte segreteria studenti)

 Car@

Il movimento contadino italiano che si riconosce in Via Campesina, organizzato in Altragricoltura Foro Contadino,  sta lavorando alla proposta di legge di iniziativa popolare per la sovranità alimentare

(info http://www.sovranitalimentare.net/legge/comitatoleggepopolare.htm). Nel sito troverai la proposta di percorso e il primo documento sulle linee guida della legge su cui nelle prossime settimane discuteremo sia nel comitato nazionale che nei territori.

Il 27 marzo scorso abbiamo presentato a Roma la proposta in una importante giornata (vedi) dove abbiamo annunciato la proposta di percorso ed a partire dal 17 Aprile e nei dieci giorni successivi terremo in tutte le regioni italiane incontri e iniziative per dare vita ai comitati promotori regionali.

Il 17 Aprile, fra l’altro, è una ricorrenza importante: è la giornata mondiale di lotta contadina indetta da Via Campesina,  che apre una settimana di mobilitazioni e iniziative in tutto il mondo per rilanciare la proposta della sovranità alimentare.

Qui sotto trovi l’appello a partecipare dei contadini italiani e quello del movimento internazionale. Maggiori info le trovi nel sito www.sovranitalimentare.net alla pagina dedicata.

Nel quadro dello sforzo del movimento contadino internazionale, la proposta dei contadini italiani ha l’obiettivo di produrre una legge per cui le istituzioni nazionali e regionali, riconoscendo i principi della sovranità alimentare, si dotino di strumenti operativi e di pratiche di partecipazione democratica dei cittadini e contadini per valorizzare il valore sociale dell’agricoltura, assicurare reddito e diritti, garantire un cibo sano e nutriente e stabilire relazioni commerciali eque. In una parola è il tentativo di far valere le molte battaglie che i contadini e i cittadini stanno conducendo perché il cibo non sia una merce contro le privatizzazioni e lo sfruttamento.

Obiettivo che ci proponiamo di raggiungere realizzando un largo comitato di singoli, organizzazioni e movimenti sociali rurali e urbani che, nei prossimi mesi, deposito il testo per la legge di iniziativa popolare e raccolga le firme necessarie, realizzando un percorso di questo tipo:

-          entro maggio definiremo nel confronto all’interno del comitato promotore e sui territori il testo definitivo della legge di cui esiste una prima ipotesi di contenuto

-          entro giugno presenteremo la proposta in cassazione

-          una volta pubblicata sulla gazzetta ufficiale, avvieremo i sei mesi di raccolta di firme per cui ci diamo già adesso l’obiettivo di raccoglierne diverse centinaia di migliaia in tutt’Italia; la Marcia per la dignità dei contadini italiani che in quei mesi attraverserà tutta l’Italia sarà il terreno della mobilitazione che sosterrà la campagna di raccolta delle firme.

Ti invitiamo, dunque, a partecipare all’incontro che si terrà a Firenze il 18  Aprile 2007 alle ore 15 presso la sede della CUB-RdB per dare vita al comitato promotore toscano ed avviare il confronto fra di noi.

Il 29 Aprile a Roma  terremo l’incontro/seminario del comitato promotore per discutere il testo della legge e organizzare la campagna. Successivamente i comitati regionali articoleranno e approfondiranno la proposta.

Contando sulla tua partecipazione e, comunque, sulla tua adesione, ti auguriamo buon lavoro

Per Altragricoltura Foro Contadino Calabria

                                                                                      Dino Briglio

Di seguito trovi il documento di Via Campesina sul 17 Aprile e l’appello di Altragricoltura Foro Contadino a sostenere il Comitato Promotore per la legge di iniziativa popolare.

(per adesioni al comitato nazionale legge@altragricoltura.net)

 

 
 
VIA CAMPESINA

Appello alla mobilitazione per il 17 Aprile, giornata mondiale di lotta contadina.
 

 Per celebrare la giornata mondiale di lotta contadina, Via Campesina e i suoi alleati stanno organizzando attività ed eventi in tutto il mondo. Contadini e amici si mobiliteranno attorno alle seguenti domande:
 
 1. I negoziati dell'Organizzazione Mondiale del Commercio non devono riprendere.
 Vogliamo che l'OMC resti nello stato moribondo in cui versa dal Luglio 2006. Sotto le politiche, la crisi alimentare e dell'agricoltura di scala famigliare si è approfondita in tutti gli angoli del mondo.
 Chiediamo alle organizzazioni contadine ed agli altri movimenti sociali che chiedano ai propri governi che sia posta fine l'agenda di Doha sullo Sviluppo. In realtà non ci può essere sviluppo mentre i paesi competono uno contro l'altro per appropriarsi i mercati agricoli altrui.
 Sfidando l'agenda di Doha, i contadini, i pescatori, i pastori, le donne e i popoli del mondo stanno chiedendo con forza che si realizzi la sovranità alimentare.
 Che cosa è la Sovranità Alimentare? E' il diritto dei popoli ad alimenti sani e culturalmente appropriati prodotti con pratiche ecologiche e sostenibili ed il loro diritto di determinare i propri sistemi agroalimentari. Colloca chi produce, distribuisce e consuma gli alimenti nel cuore dei sistemi alimentari e non sotto il dominio dei mercati e delle imprese.
 Difende gli interessi e le inclusione delle prossime generazioni. Offre una strategia per resistere e contrastare l'attuale regime commerciale e orienta i sistemi alimentari, agricoli, pastorali e della pesca verso forme decise dagli stessi produttori.
 La sovranità alimentare promuove un commercio trasparente che garantisca guadagni giusti a tutti ed a tutte e il diritto dei consumatori a controllare gli alimenti per la propria nutrizione. Assicura i diritti di uso e gestione delle nostre terre, dei territori, dell'acqua, dei semi, degli animali e della biodiversità nelle mani di chi produce gli alimenti.
 La sovranità alimentare presuppone nuove relazioni sociali liberi dall'oppressione e dalla disuguaglianza fra uomini e donne, gruppi razziali, sociali e fra generazioni
 (Parte della dichiarazione di Nyeleni 2007 al Foro Internazionale sulla Sovranità Alimentare a Selingue in Mali, Febbraio 2007).
 Chiamiamo le organizzaizioni contadine e gli altri movimenti sociali a discutere con i propri governi sulle alternative commerciali e produttive basate sulla sovranità alimentare e che l'OMC sia messa fuori dall'agricoltura.
 
 2. Fermare gli accordi di Libero Commercio e gli Accordi Economici d'Area nell'alimentazione e nell'agricoltura. Sono solo il tentativo di aggirare la crisi dovuta al collasso dei negoziati nell'OMC e di accelerare il processo di liberalizzazione. Non sono alternative all'OMC ma solo un altra lama dello stesso coltello, il coltello del neoliberalismo. Gli accordi bilaterali e regionalidevono farsi fra contadini e popoli e fondati sul principio di solidarietà. Le relazioni solidali fra i popoli potranno creare condizioni di fratellanza mentre i Trattati di Libero Commercio aprono la strada alle multinazionali per la distruzione delle economie dei popoli.
 
 3. Dismettere il modello coloniale delle monoculture.
 La storia mostra che lo sfruttamento delle ricchezze di altri paesi procede con l'agricoltura delle monoculture. é il modello coloniale di produzione prodotto da governi preoccupati solo di tenere commodities in grande quantità e prezzi bassi. Non importa loro l'impatto delle monoculture sulla terra e i lavoratori né se porta al disastro ambientale o alla schiavitù.
 Ancora oggi i sistemi agricoli basati sulle monoculture continuano a sfruttare esseri umani ed ambiente, creano sovrapproduzione che a loro volta distruggono le economie agricole contadine con il dumping dei prodotti agricoli.
 Chiediamo che i governi realizzino una transizione dalla monucultura agricola ad un'agricoltura sostenibile basata sulla produzione famigliare che rispetta l'ecologia e criteri agroecologici producendo alimenti sani e nutrienti.
 
 4. Opporsi alle politiche della Banca Mondiale sulla terra e lo sviluppo rurale.
 La Banca MOndiale sta imponendo politiche agricole che producono privatizzazione di terra, acqua, servizi pubblici, semi, ecc.. Conseguentemente, gli agricoltori e le comunità rurali sono cacciate dalla terra e dalla vita stessa in rapporto alla terra metre le multinazionali si accaparrano la maggior parte delle risorse del mondo.
 Queste politiche sono perseguite persino con il pretesto di promuovere la Riforma Agraria (almeno per le Riforme Agrarie promosse e sostenute dalla Banca Mondiale).
 Chiamiamo le organizzazioni popolari a non farsi ingannare da queste politiche neoliberali e, al contrario, a continuare a lottare per una riforma agraria genuina che assicuri i diritti delle comunità per l'accesso e il controllo della propria terra, del territorio, dell'acqua e della biodiversità agricola.
 Invece di ascoltare i consigli della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, i governi devono lavorare con i loro popoli per conquistare la giustizia sociale.
 
 
 5. Rifiutare il dominio del G-8!
 I paesi del g-8 rappresentano solo il 13,5% della popolazione del mondo ma controllano il 62,6% dell'economia mondiale. Stanno creando un ordine mondiale (economia, sviluppo, conflitti, ambiente...) talmente pervasivo che impatta la vita di ogni essere umano. Questo ordine ci impone che il numero delle persone affamate siano aumentate da 840 a 854 milioni nel 2006 mentre un piccolo gruppo di milionari hanno raddoppiato le loro ricchezze da 16 a 33 milioni di dollari.
 Qualche mese prima del vertice di Giugno del G8 in Germania abbiamo denunciato le politiche proposte dai governi del G8 per mantenere il proprio potere e per proteggere gli interessi delle grandi multinazionali alle spalle della grande maggioranza dei popoli dei cittadini del mondo.
 
 UNIAMOCI NELLE AZIONE DEL 17 APRILE per:
 
 1. organizzare dibattiti pubblici, seminari, riunioni, eventi culturali e manifestazioni sulla sovranità alimentare come alternativa al modello neoliberale. Si usino i documenti di Nyeleni per propagandare e diffondere informazioni perchè i principi della sovranità alimentare siano assunti nel proprio paese. Si invitino rappresentati dei governi, intellettuali, accademici e movimenti sociali a partecipare.
 2. Partecipare alle azioni ed alle attività del 19 aprile per porre fine agli accordi economici ......
 3. Unirsi alla campagna contro i deserti verdi!
 4. Preparare la mobilitazione del 2/3 giugno contro il g8 a Rostock (Germania); VIA CAMPESINA insieme ad altri movimenti sociali parteciperà alla mobilitazione per dimostrare che le politiche alternative sono possibili e chiama il popolo di Rostock a manifestare contro il G8.
 
 Via Campesina chiama le organizzazioni aderenti di tutto il mondo a preparare ed organizzare attività, eventi e azioni commemorando il 17 Aprile. Invitiamo tutte le organizzazioni di Via Campesina a commemorare quest'evento nei propri campi, nelle proprie comunità e fra le proprie organizzazioni nelle province e nei paesi.
 
 
 International Operative Secretariat of La Via Campesina
 (contatto: Tejo Pramono)
 Jln. Mampang Prapatan XIV No. 5 Jakarta Selatan, Jakarta 12790 Indonesia.
 Phone : +62-21-7991890 Facs : +62-21-7993426 Email: viacampesina@viacampesina.org

 

E’ L’ORA DELLA SOVRANITA’ ALIMENTARE! DAL 17 APRILE, GIORNATA MONDIALE DI LOTTA CONTADINA,  MOBILITIAMOCI PER DARE VITA AI COMITATI REGIONALI PER LA PROPOSTA DI LEGGE CONTADINA DI INIZIATIVA POPOLARE

Appello di Altragricoltura Foro Contadino

Come parte movimento contadino italiano, avendo assunto a  riferimento l’esperienza internazionale di Via Campesina, in un lungo percorso di confronto e di iniziative maturato negli anni scorsi, abbiamo deciso di lavorare alla presentazione di una proposta di legge che indichi i principi e gli strumenti per sostenere il diritto contadino a produrre e cittadino al cibo.

La sopravvivenza di decine di migliaia di aziende agricole e allevatrici italiane è a rischio e, con loro, sono a rischio la tenuta ambientale, sociale ed economica di intere aree del nostro Paese, centinaia di migliaia di posti di lavoro, la qualità del cibo per i nostri cittadini ed un intero sistema produttivo che si è determinato in millenni di produzione culturale, cura del territorio, e relazioni umane e sociali.  In 40 anni sono stati circa sette milioni gli ettari di superficie  abbandonati dall’attività agricola, oltre un terzo della superficie complessiva attuale; in montagna sono stati 1,3 milioni gli ettari abbandonati, il 42% della superficie attualmente coltivata in queste zone. Un trend che ha avuto una accelerazione negli ultimi 10 anni, nel corso dei quali solo  in montagna sono stati abbandonati circa 540.000 ettari di superficie e oltre 160000 sono le aziende agricole che hanno abbandonato l’attività, sempre più spesso per effetto di prezzi alla produzione che scendono ormai costantemente sempre sotto i costi produttivi minimi mentre i prezzi al consumo aumentano irresponsabilmente. Entro il 2012 è fondato il rischio di perdere il 40% delle nostre aziende.

Gli effetti della globalizzazione dei mercati stanno piegando un intero sistema produttivo, economico e sociale di relazione col territorio. I rischi grandi sono che l’Europa diventi un grande mercato di consumi agroalimentari senza il lavoro contadino e che l’Italia lasci il compito di gestire il suo grande patrimonio di “made in Italy” alle multinazionali.

Occorre un cambiamento profondo delle scelte politiche e sociali. Un cambiamento ormai non più rinviabile che sappia rispondere alla cresciuta sensibilità della società ed ai rischi ambientali come segnala l’allarme crescente per i cambiamenti climatici su cui la stessa agricoltura ha pesanti effetti.

Noi, movimenti contadini impegnati in questi anni con le nostre pratiche e le nostre mobilitazioni a cercare la strada di un’altra agricoltura possibile, oggi assumiamo la responsabilità di avanzare la proposta, partendo da quella della Sovranità Alimentare avanzata dai movimenti internazionali di Via Campesina.

Proponiamo una legge di iniziativa popolare che impegni le istituzioni ad assumere principi di indirizzo, obiettivi operativi ed a dotarsi di strumenti concreti e che si riconoscano come centrali i diritti dei contadini e dei cittadini e la tutela ambientale e della salute.

Chiediamo che, conseguentemente, si fissino obiettivi concreti e operativi e strumenti per promuovere questi diritti e per favorire la tutela del nostro patrimonio di culture e colture (lavoro, ciclo corto, qualità e sicurezza alimentare, tutela e valorizzazione ambientale, sociale e culturale dell’ambito rurale).

Lavoriamo alla realizzazione di spazi di coinvolgimento fra i cittadini, i contadini e le istituzioni sia nazionali che territoriali per assumere gli orientamenti e le scelte sulla base delle istanze di partecipazione democratica che avanzano dalla società e che garantiscono il diritto effettivo delle comunità di scegliere il proprio modello di produzione, distribuzione e consumo del cibo.

Il 27 di Marzo fra le ore 10 e le 13, presso la Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo a Roma, abbiamo presentato  le linee guida della nostra proposta e dato vita al comitato promotore per la presentazione della proposta di legge aperto a tutte le realtà sociali e istituzionali italiane che vorranno lavorare insieme.

La nostra è la proposta che avanziamo come movimenti contadini legittimati dalle nostre pratiche e le nostre mobilitazioni. Sarà nel Comitato Promotore e nei territori che svilupperemo il confronto con quanti condivideranno il nostro sforzo per scrivere il testo definitivo della legge che presenteremo nelle sedi istituzionali e su cui avvieremo nei prossimi mesi la campagna per la raccolta delle centinaia di migliaia di firme necessarie.

 La legge di iniziativa popolare sarà, per noi, il terreno su cui rilanciare le nostre mobilitazioni, consapevoli che la Sovranità Alimentare sarà possibile solo se vinceremo lo scontro che ci oppone alle lobbies, alle multinazionali ed ai gestori delle politiche neoliberiste della privatizzazione e della competizione. Soprattutto sappiamo che questa battaglia sarà possibile solo grazie all’alleanza fra i contadini e tutti gli altri cittadini in cammino per conquistare l’alternativa alla globalizzazione dei mercati. Il nostro percorso è parte dell’impegno collettivo di tanti e tante per affermare il valore e la funzione dei beni comuni e della giustizia sociale ed ambientale. A loro ci rivolgiamo oggi per essere ancora una volta insieme e a partecipare, già dal 17 aprile, al lavoro comune.