Il FCA è un movimento di contadini, braccianti e tecnici che, sull'onda del grande movimento contro la globalizzazione antiliberista e contro la guerra ha sviluppato dal 2001 fino al Febbraio 2006 il tentativo di riaprire la speranza nelle campagne italiane.
Ha condotto, in questi anni molte battaglie, avanzato proposte e, soprattutto ha cercato di costituire una rete democratica e di base in cui chi lavora la terra potesse recuperare dignità e funzione sociale.
Fra tutte, vanno ricordate le vertenze del Soccorso Contadino di difesa della condizione di vita di molte aziende in crisi, le mobilitazioni territoriali intorno a molte iniziative di interesse del territorio, dei cittadini e dei contadini e la Marciasud che ha prodotto, nel 2005, una importante iniziativa nell'Italia Meridionale.
Dopo essere diventata organizzazione riconosciuta di Via Campesina, nel momento in cui avrebbe dovuto consumare il passaggio dalla fase di "forum" a quella di movimento organizzato, si è chiusa in un lungo dibattito interno nella evidente difficoltà di trovare una sintesi unitaria sugli obiettivi, il metodo e le pratiche per la costruzione di un movimento organizzato.
Nel momento in cui nascono queste pagine quel dibattito continua ed è in corso. Gli stessi promotori di questo network e di questo sito sono fra quanti hanno condiviso quel percorso e sono parte del confronto interno.
Consapevoli che la posta in gioco è alta, che la nascita di una organizzazione di difesa degli interessi dei contadini, di chi lavora la terra e dei cittadini/consumatori è urgente ma anche percorso complesso, guardiamo al dibattito nel FCA con rispetto e passione, convinti che all'interno vi siano le risorse e le volontà per dare alla lotta per la terra, il reddito e la dignità del lavoro una dimensione sociale che coinvolga l'intera società.
Nel frattempo, nel mentre il confronto democratico si consuma lungo i tempi della vita dei contadini e delle contadine, andiamo avanti e prepara la Marcia del 2007, consapevoli come siamo che l'unico modo che abbiamo per dare un esito unitario ai nostri sforzi è quello di mettere al centro dei nostri obiettivi il recupero del valore degli uomini e delle donne che lavorano la terra.
Ora i loro sogni, speranze, aspettative corrono di essere travolte dalla valanga di una crisi economica e produttiva che mette in gioco la sopravvivenza stessa delle aziende contadine italiane.
Con le decisioni prese nell'assemblea straordinaria del 2007, venuta dopo un anno di lunghe divisioni interne su come affrontare la realtà, oggi scegliamo la via da seguire per dare sostanza alle nostre speranze.
Queste pagine sono la testimonianza del motivo per cui stiamo insieme: conquistare la Sovranità Alimentare ovvero il diritto della nostra società ad avere ancora contadini al lavoro nei campi