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DOCUMENTO SUL METODO DI LAVORO

Ø       Perchè un documento sul metodo di lavoro nel FCA

Ø       La partecipazione e la delega

Ø       Come prendere le decisioni

Ø       Come gestire finalizzare le iniziative

Ø       Le alleanze

Ø       Come gestire le risorse

 

 

1)               Perché un documento sul metodo di lavoro

 

Siamo in cammino per conquistare l'alternativa al modello neoliberista della competitività e delle privatizzazioni sia nei contenuti nuovi che vogliamo affermare sia nel metodo e nelle pratiche per realizzarli.

Per noi la lotta per la terra è lotta per un'altra società.  E', certo, un obiettivo di lungo periodo che richiede il mutamento del quadro politico, sociale ed economico in cui esprimere il lavoro della terra e la produzione del cibo che, però, come tutti i cammini, si compie passo dopo passo. Uno dei primi passi che dovremo dare è quello di realizzare, qui ed ora, una comunità accogliente fra quanti scelgono di stare insieme per conquistare la prospettiva della Sovranità Alimentare. Una comunità definita da un autonomo senso identitario, di valori etici, pratiche concrete che prefigurano le qualità di relazioni umane, economiche e produttive che perseguiamo. Una comunità in cui i contadini e le contadine, i cittadini che incontriamo trovino motivi e stimoli per maturare la consapevolezza utile a compiere le scelte necessarie. Riorganizzare i contadini e i cittadini attorno alla Sovranità Alimentare ha un aspetto “politico” ma certamente anche etico, culturale e di prassi da realizzare qui ed ora lungo il percorso.

Un cammino di ricerca, che domanda a noi stessi ed a tutti, di uscire dalla subalternità all'ideologia del mercato e del massimo sfruttamento per provare a realizzare pratiche e valori nuovi offrendo a tutta la società una alternativa reale e credibile.

Per questo, il nostro cammino vive nell'esercizio costante della critica, nello studio, nel confronto e nell'elaborazione delle proposte ma anche nelle pratiche, nelle mobilitazioni, e, fin da ora, nella natura del nostro stesso percorso che cerchiamo di praticare assumendovi i valori nuovi della Sovranità Alimentare: altri modi di produrre, di lavorare la terra, trasformare, distribuire e consumare il cibo, definire le relazioni sociali come eque, giuste e inclusive, le relazioni con la natura che ci è affidata con responsabilità.

 

Questo documento si ripropone di avviare una discussione nel movimento contadino sui valori e le pratiche da assumere nel percorso per conquistare la Sovranità Alimentare e di declinare i principi guida del metodo di lavoro che si assume dentro l'esperienza del FCA, Vincola i partecipanti all'interno del movimento e  impegna i componenti del FCA nel rapporto anche con l'esterno.

E' un documento aperto nel tempo ed ai contributi di tutti i componenti del FCA, proposto come base per un costante lavoro di ricerca che richiede di essere continuamente aggiornato nel confronto interno e con l'esterno.

 

 Principi generali.

a) In quanto autentica voce del movimento contadino, il metodo di lavoro del FCA deve essere rispettoso, egualitario, inclusivo e degno di fiducia;

a) Al cuore delle nostre analisi e azioni dobbiamo sempre porre l’impegno a fianco degli interessi dei contadini e delle contadine, la centralità della loro difesa;

c) Assumendo il principio di fondo che gli interessi contadini possono affermarsi solo in un contesto sociale giusto nelle relazioni fra le persone e con la natura, in un mondo senza guerre e discriminazioni razziali o di genere, il nostro impegno per affermare il contesto sociale equo è parte fondante del nostro impegno a conquistare il diritto a produrre

d) La forza e la legittimazione delle nostre ragioni ci viene dalla natura collettiva e inclusiva della nostra esperienza e dal carattere intimamente contadino del nostro agire. Per questo lavoriamo per coniugare la dimensione più larga possibile dell’inclusione e del coinvolgimento con l’efficacia dell’organizzazione. La ricerca della dimensione collettiva del decidere viene dal nostro percorso di impegno sociale e quella di agire con efficacia dividendoci i compiti ci viene dai tempi di lavoro della terra: l’equilibrio fra queste pratiche è assunta a base del lavoro di costruzione del movimento contadino per la Sovranità Alimentare.

e) Sovranità Alimentare è, insieme, il diritto contadino a produrre e quello cittadino a consumare il cibo. Rivendichiamo il diritto a produrre dei contadini e crediamo che tutti i cittadini siano chiamati alla responsabilità perché la Terra, l’Acqua, il Cibo sono fattori costituenti del diritto alla vita. La relazione fra contadini e cittadini che noi intendiamo è ben altro che la semplice relazione fra imprenditori agricoli e consumatori e ben oltre una semplice alleanza tattica su interessi immediati: è la ricerca costante del comune obiettivo di giustizia sociale ed economica in cui affermare il diritto dei produttori al reddito ed al lavoro e quello di tutti ad un cibo sano, a prezzi giusti e ad un territorio tutelato.

  

2)               La partecipazione e la delega

Compito collettivo sarà di definire le migliori condizioni per favorire l’inclusione e la partecipazione mentre sarà responsabilità di ogni singolo partecipante al FCA promuovere con i propri comportamenti la partecipazione. Eserciteremo la delega per attuare e realizzare i mandati decisionali assunti. La natura stessa della nostra esperienza ci induce a definire la delega come un passaggio obbligato verso l’organizzazione.

Siamo e saremo una realtà complessa e plurale; per questo noi coltiviamo la valorizzazione delle nostre diversità culturali, religiose, politiche, ideologiche come una straordinaria ricchezza che ci da forza. Nostra cura sarà quella di favorire che ognuno possa concorrere alle decisioni comuni e, una volta assunte le decisioni, con lo spirito di concretezza che ci viene dall’esperienza di gestione delle nostre aziende, assegneremo le deleghe necessarie ad attuare le decisioni.

Siamo un movimento che si pone l’obiettivo di cambiare la condizione dei contadini e dei cittadini italiani: per questo assegniamo un valore decisivo al modo con cui discutiamo fra di noi. Le nostre discussioni devono essere finalizzate all’assunzione di decisioni e alla realizzazione di scelte.

Primo obiettivo della partecipazione sarà quello di affrontare i problemi, proporre soluzioni e rischiare delle ipotesi attuando le scelte che, una volta assunte, dovranno essere attuate coinvolgendo i diversi livelli di responsabilità. Le deleghe dovranno essere verificabili ed esercitate con senso di responsabilità in nome e per conto del movimento assumendo i cinque principi generali che abbiamo posto a base del nostro modello di lavoro.

Individuiamo nel pieno funzionamento degli organismi decisi statutariamente ed eletti democraticamente la forma reale di applicazione di questi principi.

Così, una volta assunte le decisioni, esse vincolano gli associati al rispetto delle scelte, all’impegno per realizzarle e chi ricopre incarichi negli organismi, a qualsiasi livello, di assolvere al proprio mandato con pienezza dell’assunzione di responsabilità. Viene perseguito il massimo del decentramento e della diversificazione delle responsabilità per evitare la concentrazione delle funzioni e favorire il pluralismo delle voci, dei punti di vista e delle esperienze.

Lavoriamo per garantirci organismi funzionanti, credibili dal punto di vista delle condizioni materiali che li permettono, che si riuniscono periodicamente e che danno costantemente conto del lavoro che fanno, di come attuano le decisioni e di come compiono le scelte sottoponendole a verifica. Si presuppone, anche, un movimento di iscritti che, responsabilmente, si coinvolgono nella discussione partecipando nelle forme possibili.

Nella composizione degli organismi sarà decisivo che gli incarichi di responsabilità politica vadano a contadini. Essendo un movimento aperto alle iscrizione di agricoltori, braccianti e tecnici, sarà fondamentale avere organismi composti il più possibile da soci legati al lavoro diretto della terra. Ad ogni modo gli incarichi di lavoro con responsabilità politica (per esempio i responsabili delle Aree o dei gruppi di lavoro) saranno affidati a contadini anche se i gruppi di lavoro e le aree potranno essere partecipate da soci non direttamente impegnati nella produzione.

 

3)               Come prendere le decisioni.

Per ogni decisione politica vanno avanzate proposte e realizzata la più larga discussione possibile o la più ampia consultazione, compatibilmente con l’importanza delle decisione. In caso di decisioni che gli organismi sono costretti ad assumere con urgenza e in assenza di confronto, chi ha assunto le scelte si impegna a sottoporle il prima possibile al movimento ed ai suoi organismi nelle sedi adeguate in modo da informare e coinvolgere. Ogni socio ha diritto di proporre al movimento un tema o un problema su cui, possibilmente, decidere. Il processo decisionale dovrà avere modalità congrue e inclusive nei modi e nei tempi.

Le riunioni andranno gestite definendo, sempre, prima (ed in ogni caso all’inizio) gli obiettivi, l’ordine del giorno, la durata,  i tempi degli interventi, chi gestirà i tempi e i modi degli interventi e chi proporrà le conclusioni ed, eventualmente, come si deciderà.

Le decisioni andranno assunte ricercando in continuazione il consenso; nel caso in cui il consenso non sia possibile e dopo aver esplorato ogni altra ipotesi andrà sottoposta a votazione per le scelte a maggioranza.

Sarà, questo, un metodo permanente delle nostre riunioni in modo da evitare  pratiche inconcludenti e poco inclusive. A questi principi  verrà altresì ispirato il confronto anche in rete, pur tenendo conto della differenza di strumento e di metodologia del confronto. Affidiamo la discussione a via internet a mailing lists specializzate per ogni gruppo o area di lavoro e a due liste generali: una riservata agli iscritti in cui “discutere e prendere le decisioni” sulla vita del FCA ed una generale di confronto, comunicazione e socializzazione dei temi della Sovranità Alimentare e del movimento contadino.

 

4)               Come finalizzare le iniziative.

Il passaggio all’organizzazione richiede una capacità di finalizzare in maniera chiara e condivisa le iniziative che si assumono. Per questo, alla base di ogni iniziativa vengono assunte quattro condizioni fondamentali per la sua realizzazione:

a)                Chiedersi quale è il vantaggio che realizza per il FCA. Molte sono le iniziative in cui possiamo essere coinvolti e molte le sollecitazioni ad assumere liniziative. Molte le “cause giuste” in cui dovremmo intervenire ma non possiamo intervenire  ogni volta che sarebbe giusto intervenire. Dobbiamo fare delle scelte e fra i criteri delle scelte ci dovrà essere, sempre, la valutazione del percorso che stiamo facendo, la priorità della nostra agenda e delle forze in campo. Per questo, ogni volta, saremo chiamati a rispondere al quesito “cosa ce ne viene?” : perché la nostra autonomia faccia un passo avanti.

b)               Verificare che ci siano le risorse e le condizioni per realizzarla. Dovremo, sempre, porci il problema delle risorse materiali, organizzative, economiche e politiche per realizzare le iniziative. Non potrà più intervenire a consuntivo. Abbiamo un percorso sufficientemente maturo per sapere, capire e provare a realizzare quello che possiamo fare. Certo, questo presuppone che la ricerca delle risorse sia una pratica costante, una “priorità politica collettiva”.

c)                Assumere la comunicazione di quello che si fa come prassi. In effetti, dall’inizio dell’esperienza del FCA ad oggi abbiamo realizzato moltissime iniziative ma abbiamo pochissimo informato sia all’interno del movimento che all’esterno. E’ una pratica ormai insostenibile per molti motivi. Occorrerà assumere la prassi che ogni iniziativa va socializzata e comunicata. Questo vale per le riunioni interne, gli incontri cui si partecipa per il FCA, ecc..  “Fare un report e inviarlo” deve diventare impegno ordinario per chi assume responsabilità per il FCA.

 

5)               Le alleanze e il rapporto con gli altri

 

Abbiamo un duplice obiettivo: quello di far valere l’autonomia del movimento contadino, la sua agenda, le sue priorità e i suoi obiettivi e quello di costruire alleanze ampie.  Il nostro sforzo di difendere l’agricoltura/cultura contadina e le aree rurali non possono avere successo senza la cooperazione con altre realtà. Abbiamo l’obiettivo, anzi, di lavorare, in uno sforzo unitario costante che supera steccati e divisioni, alla riunificazione di quanti già assumono l’orizzonte della Sovranità Alimentare per dare vita a forme organizzate permanenti di iniziative comuni.

Con le altre componenti di movimento e le organizzazioni che non si occupano di Agricoltura, cibo o Sovranità Alimentare,  dove condividiamo obiettivi e possiamo unificare i nostri sforzi su questioni specifiche, il FCA deve realizzare alleanze strategiche (comune battaglia contro il neoliberismo, la guerra, le privatizzazioni, la democrazia o altro). Tali alleanze devono essere politicamente utili, reciprocamente accettabili, con campagne e iniziative individuate e tempi definiti. Proprio la questione dei tempi e la differenza fra i tempi del movimento contadino e quelli degli altri soggetti sociali ci impone di porre, sempre, il rispetto della modalità e del protagonismo contadino, soprattutto quando siamo chiamati a collaborare e ad interagire con altri.

Dalla sua nascita il FCA ha ricevuto una grande quantità di inviti a partecipare o appoggiare vari eventi, campagne, organizzazioni e iniziative; quantità che supera la nostra capacità di accettazione. Per determinare le nostre relazioni con altri gruppi e/o la nostra partecipazione in tali eventi, si assumono i seguenti criteri:

- Il movimento contadino deve avere l’autonomia per determinare lo spazio che occuperà, con l’obiettivo di assicurarsi sufficienti margini per influenzare in maniera effettiva l’evento. Non è accettabile partecipare se questo sminuisce o cancella la nostra identità o la nostra credibilità viene usata senza riconoscerci lo spazio necessario per articolare i nostri interessi.

- Il FCA deve potersi muovere sulle sue questioni chiave; sebbene esistano una grande varietà di questioni collegate con la vita rurale, dobbiamo dare la priorità ai temi principali che definiscono la nostra agenda, utilizzando le nostre limitate risorse per promuoverli (Dobbiamo prendere in considerazione iniziative o situazioni che ci distraggono dai nostri temi chiave solo in caso che ciò sia necessario per le alleanze strategiche importanti per il futuro).

Infine il rapporto con le istituzioni e la politica: non può che essere basato sul massimo del principio di autonomia ed indipendenza dell’esperienza del movimento contadino e, quindi, del FCA.

Noi stessi siamo e saremo sempre di più un luogo di elaborazione e proposta politica e, dunque, ci relazioniamo con i partiti e gli altri soggetti che producono politica in maniera autonoma.

La pluralità delle nostre appartenenze ideali, ideologiche, religiose interne è già e sempre più dovrà essere elemento di garanzia interna e verso l’esterno. Ci unisce il comune riconoscerci (deciso statutariamente) nei principi della carta dei movimenti sociali e di Porto Alegre oltre che, ovviamente, il documento sulla Sovranità Alimentare prodotto da Via Campesina. Sulla base di questi principi orientiamo la nostra politica contadina e valutiamo, di volta in volta, l’interesse a stabilire relazioni con i soggetti sindacali e politici sempre tenendo fermo il caposaldo dell’indipendenza.

A maggior ragione le istituzioni sono per noi strumenti di partecipazione che, a seconda di come vengono gestite e dalle politiche che esprimono, saranno di volta in volta controparti o alleate, senza alcun atteggiamento di sudditanza o di ideologica opposizione a priori.

 

6)               Come gestire le risorse

 

 La gestione delle risorse è funzione dell’impegno del movimento alla loro formazione e reperimento che costa fatica, lavoro e, a maggior ragione, richiede forte responsabilità nel loro uso.

Le risorse economiche sono affidate alla gestione del Tesoriere che è affiancato da un “Ufficio Risorse” e che si dota di un documento sul loro reperimento, finalizzazione e gestione. (vedi documento dell’Ufficio Risorse).