OGM: il prossimo obiettivo è di far valere l’opinione della società per mettere la parola fine ad una follia
di Fabrizia Pratesi de Ferraris
equivita@equivita.it
Roma, 7/4/07


La situazione degli Ogm oggi in Europa riflette una situazione politica molto tipica, non solo dell’Europa ma del mondo intero, in cui si contrappongono due realtà ben distinte.
Da un lato vi è l’opinione dei cittadini, agricoltori inclusi, che quando correttamente informati (e ormai lo sono in fasce sempre più vaste della popolazione) si esprimono energicamente contro gli alimenti ed i prodotti Ogm. Dall’altra vi è la volontà delle industrie biotech, che anche davanti ai più clamorosi fallimenti, sia sul piano della qualità dei prodotti che sul piano commerciale, insistono ancora nello spingere sul mercato i vegetali ogm (ed oggi negli US anche gli animali ogm) per avere il controllo del mercato del cibo.
Ciò si deve in grande parte imputare a quello che è stato chiamato “effetto Concorde” (l’aereo Concorde aveva dimostrato di essere un fallimento assai prima che si giungesse alla decisione di rinuciarvi), con il quale si definisce la “perniciosa tendenza a persistere in un’impresa guardando non ai suoi vantaggi futuri, ma agli investimenti che in essa si sono fatti nel passato” Su scala planetaria siamo tutti gli ostaggi di un effetto Concorde: quello che induce le industrie biotech a persistere in un’impresa che fino ad oggi non ha portato alcun beneficio, ha messo a repentaglio la nostra salute e l’ambiente, sta privando i popoli della loro sovranità alimentare ed ha creato gravi problemi di sopravvivenza alle comunità economicamente più deboli.
Ma l’esempio dell’aereo in realtà non è calzante: gli Ogm – che non recano alcun beneficio ai cittadini - non rappresentano per le aziende unicamente un “normale” grosso investimento. Essi hanno una caratteristica “migliorativa per le aziende” che nessun altro prodotto brevettato fino ad oggi aveva mai avuto: quella di riprodursi, e di consentire in tal modo la riscossione di un diritto di brevetto annuale (se il Concorde fosse stato in grado di riprodursi … avremmo ancora i suoi voli ad alto rischio).
Dobbiamo renderci conto che il peccato originale degli US e poi dell’Unione Europea (e di tutti quelli venuti dopo), è stato di consentire i brevetti sulla materia vivente, è stato il trascurare il principio più basilare della democrazia che è la tutela dei beni comuni.

Molte sono le iniziative che in questi ultimi tempi nascono nella Società Civile (movimenti di agricoltori, di consumatori, di ambientalisti, di animalisti, ecc.) per la riconquista dei diritti. Va ricordato che questi diritti vengono messi a rischio anche dal WTO, Organizzazione Mondiale del Commercio, che, favorendo regolarmente i poteri economici (vedi la condanna della UE nel ricorso promossole dagli US proprio per la questione Ogm) antepone le leggi di mercato ad ogni considerazione riguardante la salute, l’ambiente ed i diritti delle comunità locali.

Sta mostrandosi vincente in UE, ma procede anche in ogni altra parte del mondo, la strategia delle Ogm-free zones o zone libere da Ogm. Ne è un esempio l’Italia dove 15 regioni su 20 hanno bandito le coltivazioni Ogm, sfruttando la semplice considerazione che non vi sono “leggi di coesistenza” adeguate. L’Unione Europea, che dopo avere, con un lungo impegno (3 direttive e 4 regolamenti, la maggior parte di assai difficile attuazione), emanato le regole per la tracciabilità e l’etichettatura che consentissero ai cittadini “la libera scelta alimentare” (una specie di tentativo di recupero, che tuttavia non ha potuto risolvere il danno fatto, dopo la demenziale decisione di consentire i brevetti nel’98), ha rinunciato all’ultima tappa del percorso programmato: l’elaborazione delle regole di coesistenza (tra colture tradizionali e colture transgeniche). Infatti gli scienziati interpellati ritenevano che non esistessero soluzioni tali da consentire la coesistenza. L’Ue ha scaricato dunque l’elaborazione delle “regole di coesistenza” sugli Stati Membri, che a loro volta l’hanno scaricata, quando possibile, sulle Regioni.

Una nuova strategia che si presenta di sicuro successo è la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare a favore della Sovranità Alimentare, cui aderiscono ….
Ogni azione di questo tipo ha effetto sul Parlamento Europeo, dove il nostro fine deve essere di ottenere maggiore potere decisionale. Al Parlamento Europeo, con la sfortunata complicità dei cambiamenti climatici che hanno tolto agli ambientalisti la definizione di “terroristi”, il sostegno alle nostre posizioni anti Ogm sta negli ultimi tempi crescendo. Il dissenso agli Ogm, aldilà di alcuni accordi politici che talvolta vengono estorti sotto minaccia, sta crescendo ovunque: questo deve aiutarci ad agire.