Giù le mani dalle nostre terre! Siamo tutti di Decimoputzu

Durante la Marciasud del 2005 (la marcia contadina di Altragricoltura che per venti giorni ha attraversato con tre carovare tutte le Regioni Meridionali) eravamo passati nelle campagne del Campidano, incontrando la realtà di migliaia di aziende in crisi e di moltissime vendute all'asta. Il 2 di Ottobre del 2007, cinque contadini sardi hanno iniziato uno sciopero della fame nella Sala occupata del Comune di Decimoputzu, in provincia di Cagliari. E' iniziata, così, una delle più straordinarie ed originali esperienze di mobilitazione che il movimento contadino italiano ha saputo esprimere in questi ultimi decenni. Questi agricoltori erano una parte delle circa 5.400 aziende agropastorali sarde coinvolte dall'applicazione di una legge regionale sarda varata nel 1988 (la 44/88), legge dichiarata illegale dalla Comunità Europea diversi anni dopo e che ha esposto gli agricoltori ad un danno terribile: quello di perdere per debiti le proprie terre ed i propri averi frutto del lavoro di generazioni di lavoro contadino nell'isola. Nel 1988 la Regione Sardegna rispose con questa legge alla crisi finanziaria già in atto in quel momento e consentì la ristrutturazione dei debiti, trasformando le esposizioni scadute o in scadenza in un mutuo di lungo periodo (quindici anni) assistiti dal contributo regionale e, dunque, a tasso agevolato. Alla dichiarazione di illegittimità della legge da parte dell'UE, gli agricoltori si sono trovati con la Regione che ha dismesso ogni responsabilità, le banche che sono passate all'incasso (dopo aver gonfiato in maniera abnorme le somme), le organizzazioni sindacali incapaci di sostenere la vertenza, la classe politica che .........voltava la testa da un'altra parte. Il risultato è la drammatica situazione di aziende pignorate e vendute all'asta. Molte sono già state vendute, qualcuno ha transato, magari ricorrendo agli usurai, vendendo proprietà di famiglia, inguaiando il resto della famiglia e rinunciando ad investimenti produttivi, un gruppo di irriducibili non si è piega Queste pagine raccolgono la storia di questa vertenza mentre è ancora in corso. Dopo aver raggiunto il risultato di aver avuto il blocco delle aste e l'apertura di un percorso di soluzione in sede istituzionale, il Comitato di Lotta degli Agricoltori e dei Pastori sardi esecutati sta cercando di chiudere la vertenza sulla 44/88 e di estendere il fronte di iniziativa con la richiesta della dichiarazione dello Stato di crisi per tutto il settore agropastorale sardo.