Decimoputzu cronologia


9 Novembre 2007 - Continua l'occupazione contro le bugie

PERCHE’ CONTINUATE A DIRE CHE LE ASTE SONO BLOCCATE?

Basta con la confusione

Decimoputzu, 09.11.07, sala del consiglio comunale occupata. Da diversi giorni si susseguono voci di un intervenuto blocco delle aste in danno degli agricoltori sardi. Il Ministro De Castro è arrivato ad annunciarlo nella sua risposta ad un question time alla Camera dei Deputati. A noi non risulta. Soprattutto non risulta agli organismi giudiziari preposti ad assolvere alle funzioni di legge al Tribunale di Cagliari, responsabili per le esecuzioni. “Chiediamo al ministro De Castro ed al Presidente della regione autonoma della Sardegna Soru di chiarire come stanno le cose e di smentire che sia intervenuto il blocco delle aste, come invece sembrano aver capito i cittadini italiani”, ha sostenuto, a nome del comitato, Riccardo Piras, aggiungendo: “su questa vicenda occorre il massimo di trasparenza e senso di responsabilità. Per anni abbiamo vissuto con la confusione, ora è arrivato il tempo della chiarezza. Già altre volte sono stati annunciati blocchi delle esecuzioni, per gentile concessione delle banche, in attesa che si trovassero soluzioni. In realtà le aste continuano e le terre sono sempre sottratte ai contadini”. Noi saremo soddisfatti solo quando interverrà una norma certa che blocchi le aste e istituisca un luogo trasparente e istituzionale in cui fare chiarezza ed individuare le soluzioni. Non sarà una pacca sulla spalla o gli annunci di cose che verranno a fermare la mobilitazione che continuerà fino al blocco certo delle aste ed alla soluzione del problema. Con questo spirito stiamo promuovendo fra il 19 e il 20 di Novembre in tutt’Italia davanti alle sedi del Banco di Sardegna ed alla stessa BPER che ne è proprietaria volantinaggi ed iniziative varie per chiarire a tutti i cittadini quali sono le responsabilità delle banche nel cacciare gli agricoltori sardi dalle loro terre ma anche per ricordare loro che siamo in questa situazione per l’effetto di una legge regionale sbagliata di cui la Regione Sardegna e lo stesso Governo italiano portano la responsabilità.

 
17 Ottobre 2007 - Conferenza stampa a Roma

In questi giorni in Sardegna si sta sviluppando una forte iniziativa per contrastare la vendita all’asta di quasi 7.000 aziende agro-pastorali sarde. Un gruppo di cinque contadini del comitato di lotta dei contadini e pastori esecutati ha tenuto un duro sciopero della fame nella sala consigliare occupata del comune di Decimoputzu. Dopo questa prima fase la lotta dei contadini e dei pastori sardi si sta allargando nell’isola, e fuori. Migliaia di attestati di solidarietà stanno giungendo in questi giorni ai contadini che si stanno organizzando per passare ad un’altra fase della lotta. Il comitato chiede il blocco immediato delle vendite all’asta ed un intervento urgente di Governo Nazionale e Regione per trovare una soluzione non più rinviabile ad un problema che si trascina da ormai quindici anni e che sta togliendo il lavoro, la terra e il futuro a cinquantamila persone. Il comitato di lotta ha sospeso lo sciopero della fame, in attesa di risposte da Governo Nazionale e Regionale entro martedì 16 Ottobre, pronto a riprenderlo ed a intensificare la mobilitazione se dall’incontro di Martedì 16 fra Governo Nazionale e Regione Sardegna non verranno risposte sulla piattaforma avanzata. Per fare il punto ed annunciare le iniziative dei prossimi giorni

 

 

il Comitato invita alla conferenza stampa

Mercoledì 17 Ottobre 2007 ore 11.30

Sala riunioni dei Gruppi Consigliari del Comune di Roma

Via delle Vergini 18 – III Piano

GIU LE MANI DALLE AZIENDE SARDE

Intervengono:

Riccardo Piras – coordinatore Altragricoltura Sardegna

Giorgio Matta – coordinatore Soccorso Contadino Sardegna

Gianfranco Sabiucciu – Sindaco di Decimoputzu

Tano Malannino – Presidente naz. Altragricoltura

Gianni Fabbris – coordinatore Altragricoltura

Sono invitati, oltre i giornalisti e gli operatori della comunicazione,

i parlamentari Sardi, i componenti le Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, i rappresentanti dei movimenti e delle forze sociali e politiche che ci stanno esprimendo la solidarietà

 
9 Ottobre 2007 - Minacce di morte a Riccardo Piras. Vogliono colpire tutti noi.

MINACCE DI MORTE A RICCARDO PIRAS! CE L’HANNO CON TUTTI NOI MA NON RIUSCIRANNO A FERMARCI

Oggi pomeriggio è arrivata a casa di Riccardo Piras, dell’esecutivo nazionale di Altragricoltura, coordinatore regionale sardo e portavoce del Comitato di lotta dei contadini e pastori sardi esecutati, una lettera anonima scritta con un pennarello dal contenuto inequivocabile; il disegno di una bara e una scritta: ti spareremo a fucilate nella schiena e ti faremo saltare l’azienda con le bombe.

Gravissima ed esplicita la provocazione che viene nel mezzo di una lotta dura in corso in Sardegna e che ha l’obiettivo di salvare oltre cinquemila aziende sarde dalle vendite all’asta in corso.

Nei giorni scorsi avevamo dovuto registrare l’incendio di parte dell’azienda di Omero, uno dei cinque contadini in sciopero della fame, oggi le minacce di morte a Riccardo.

Sappiamo che in questo grande business che si sta consumando sulla pelle dei contadini sono coinvolti in molti. Diversi interessi si coltivano dietro la vendita delle aziende ed a molti converrebbe che su questa vicenda non si aprissero i riflettori.

Ci sono in ballo i 700 milioni di Euro che chiedono le banche agli agricoltori sardi, ci sono gli interessi dei tanti speculatori che cercano di comprare le aziende spesso per alimentare la speculazione edilizia lungo le coste o in aree di investimenti turistici.

Speculazioni possibili nel silenzio e nell’ombra ma non con una denuncia forte all’opinione pubblica nazionale.

Così, probabilmente, sarebbe meglio per molti che nell’indifferenza e nel silenzio si consumi la vicenda dell’applicazione di una legge regionale i cui effetti disastrosi devono pagare solo i contadini sardi.

E, invece, la mobilitazione di questi giorni sta sollevando il velo, sta portando nella coscienza dei cittadini italiani un disastro sociale ed una profondissima ingiustizia.

Riccardo e gli altri stanno avendo la solidarietà di tanti ma, anche, pestando i piedi a qualcuno.

Così arriva la minaccia di morte nella sua casa a rompere la serenità non solo di Riccardo ma anche di Cenza, Carlo e Stefano nella speranza, evidentemente, che la mobilitazione si fermi.

Non solo non si fermerà ma, in queste ore, si sta allargando. Oggi il consiglio provinciale aperto a Carbonia, domani l’incontro con i sindaci del Cagliaritano nel Comune occupato di Decimoputzu, con i comitati che si stanno costituendo su base comunale e, da dopodomani, la mobilitazione e lo sciopero della fame a Roma con gli incontri alla Camera ed al Senato.

GIU' LE MANI DALLE AZIENDE SARDE! GIU' LE MANI DALLE LOTTE CONTADINE!

VI CHIEDIAMO, ANCORA UNA VOLTA DI INTENSIFICARE LE MAIL A SORU E DI MANDARE MESSAGGI DI SOLIDARIETA’ A RICCARDO ED AGLI ALTRI CONTADINI IN LOTTA

 
8 Ottobre 2007 - VII ed ultimo giorno di sciopero della fame. Estendiamo la mobilitazione

ALLARGHIAMO LA MOBILITAZIONE IN SARDEGNA ED A ROMA

oggi sospendiamo lo sciopero della fame ma il comune di Decimoputzu rimane occupato

 

Sala consigliare del Comune di Decimoputzu, VII giorno di sciopero della fame. Nella Conferenza stampa che si è tenuta oggi alle 12 nella Sala Consigliare occupata, il Comitato di lotta ha fatto il punto sulla situazione ed ha annunciato come prosegue la mobilitazione. Riccardo Piras, coordinatore regionale di Altragricoltura, ha osservato: “Prima il 27 Marzo scorso e poi il 27 Settembre siamo stati a Roma, chiedendo al Governo Nazionale ed a quello regionale di aprire un percorso unitario della massima urgenza per una situazione delicatissima senza pari in tutt’Europa: la vendita all’asta di oltre cinquemila aziende agropastorali sarde, il rischio che, per oltre 50.000 persone sia cancellato la prospettiva di futuro”. Prosegue Piras: “Lo abbiamo fatto con una strategia chiara: portare il caso all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale ed obbligare la politica regionale e nazionale ad assumersi fino in fondo le sue responsabilità e, dunque, bloccare subito le vendite per aprire con il sistema bancario e l’UE una trattativa vera, risolutiva, che veda al centro un interesse: quello di tutelare i diritti dei contadini e dei cittadini come diritti primari”.

Se questo era l’obiettivo della prima tappa della mobilitazione, il Comitato, oggi, registra un primo successo: l’Assessore regionale Foddis ha annunciato un incontro per il giorno 11 con il Ministro, riconoscendo il carattere straordinario e di dimensione nazionale dell’emergenza sarda. Questo primo risultato è stato raggiunto con il sacrificio di quanti si sono sottoposti allo sciopero della fame, di quanti hanno sostenuto la mobilitazione e dei tanti che stanno lavorando per aprire una finestra di luce sulla vicenda della vendita all’asta delle aziende sarde.

Sono sempre di più i cittadini italiani raggiunti dall’informazione. Sta accadendo, in questi giorni, che il dramma di tante famiglie di contadini e pastori sta indignando un Paese che sta scoprendo improvvisamente la verità su una situazione che non fa onore ad una società che si vanta di essere una delle potenze economiche mondiali.

Il Comitato di lotta, in questi giorni, ha valutato positivamente la prima fase della mobilitazione nel convincimento che, ora, si può e si deve rilanciare l’iniziativa in Sardegna e fuori dalla Sardegna.

Per questo il Comitato ha deciso:

- di interrompere lo sciopero della fame in Sardegna, uscendo dalla Sala consigliare dei Decimoputzu, che rimane occupata, per andare sul territorio per coinvolgere i Comuni Sardi, le istituzioni territoriali e tutti i cittadini in una serie di iniziative (consigli comunali aperti, assemblee, incontri) e per coinvolgere il più vasto numero di persone nella mobilitazione

- di portare la mobilitazione a Roma dove, a partire da mercoledì prossimo una delegazione sarda del comitato integrata da componenti nazionali di Altragricoltura, entrerà in sciopero della fame ed assumerà una serie di iniziative fra cui una conferenza stampa

- di tenere a Roma un’assemblea con l’obiettivo di coinvolgere l’opinione pubblica nazionale, la comunità sarda fuori regione e gli organi di informazione sull’obiettivo centrale: che l’incontro dell’11 Ottobre a Roma sia l’avvio di un percorso

- di intensificare le azioni di informazione dell’opinione pubblica e l’appello ad inviare le lettere di pressione al Presidente Soru (fra l’altro l’appello a Soru sarà tradotto in quattro lingue e diffuso in tutt’Europa e fuori, anche approfittando della fitta rete di relazioni che il movimento di Altragricoltura può vantare essendo parte di una rete contadina con oltre 100 milioni di aderenti in tutto il mondo che fanno della battaglia per la difesa delle aziende agricole l’elemento unificante)

Giorgio Matta, uno dei contadini in sciopero della fame in questi giorni e responsabile regionale del Soccorso Contadino, ha annunciato, inoltre, una serie di iniziative del Soccorso Contadino per difendere attivamente i contadini sardi esecutati. In particolare si terrà la settimana prossima in Sardegna un incontro con il pool di tecnici ed avvocati del Soccorso Contadino nazionale. Fra le iniziative che il Soccorso contadino ha in cantiere vi sono:

- la presentazione in Commissione Agricoltura del Senato di un libro bianco in cui si denuncia la verità che c’è dietro la vendita all’asta delle aziende sarde

- la definizione di azioni legali nel convincimento che i contadini non possano essere gli unici chiamati a pagare i prezzi non solo sociali ma anche legali di un fallimento di sistema

- la definizione di un piano con l’obiettivo di individuare strutture finanziarie che, una volta sia stato riportato il contenzioso a grandezze economiche realistiche, siano capaci di gestire il rapporto con i creditori e i debitori rilevando e ripianificando il debito; operazione in cui è certamente necessario, fra le diverse condizioni di riuscita, il ruolo di soggetti di investimento attivati al tavolo di concertazione nazionale e regionale ma, anche, che può vedere, fin da ora, spazi di iniziativa di cittadini e consumatori con la realizzazioni di una grande raccolta di risorse nella forma dell’azionariato popolare.

Obiettivi, questi, che richiedono il concerto ed il concorso di tutte le forze sociali, sindacali e politiche ed, in particolare, il protagonismo responsabile di quelle sarde.

Per questo il Comitato ha lanciato, in particolare, un appello a tutte le organizzazioni di rappresentanza del mondo dell’agricoltura a superare steccati, orticelli e particolarismi. Nella lettera che Riccardo Piras ha rivolto loro si legge: “Lavoriamo tutti all’obiettivo comune: risolvere il dramma delle aziende vendute all’asta. L’apertura del tavolo di concertazione nazionale deve vedere presenti tutte le forze e i sindacati sardi per contribuire a dare un futuro alla nostra agricoltura, al di là delle posizioni di ognuno”

 
7 Ottobre 2007 - VI Giorno di sciopero della fame. Cresce la solidarietà

I GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME: AD OMERO INCENDIANO LA TERRA, NOI ESTENDIAMO LA MOBILITAZIONE

Sala consigliare del Comune di Decimoputzu, VI giorno di sciopero della fame. Ieri pomeriggio la guardia medica di turno ha visitato i cinque contadini in sciopero della fame. Gli effetti di cinque giorni di sciopero della fame cominciano a farsi sentire. Giorgio Matta, Maria Pau, Pani Maria Bonaria e Giulio Simbula vanno comunque avanti, Omero Baire ha dovuto smettere. Omero al ritorno nella sua azienda ha scoperto che qualcuno vi aveva appiccato il fuoco (vedi la comunicazione allegata). Omero è, comunque di nuovo con noi in mobilitazione da stamattina occupando la sala consigliare dove arrivano in continuazione gli attestati di solidarietà di istituzioni, movimenti e cittadini sardi, di tutt’Italia e, sempre più numerosi, anche da fuori Italia e, soprattutto, partecipando agli incontri in cui si stanno decidendo le prossime tappe della mobilitazione.

A tutti i messaggi di solidarietà arrivati il gruppo di giovani di supporto tecnico sempre al lavoro davanti al computer, rispondono ringraziando a nome di tutti e, ogni tre ore, danno conto di quelli che si aggiungono. Alcuni sono di semplici cittadini da tutte le regioni italiane, altri di organizzazioni e movimenti. Molti si indignano, altri avanzano proposte. In una mail, Cristina che scrive dalla Toscana, dice di essere triste per quello che sta accadendo alle aziende sarde e chiede di rendere pubblici i nomi degli “sciacalli” che le comprano all’asta “..perchè anche se non fanno nulla contro la legge, da loro non dobbiamo comprare più nemmeno un’auto usata!”. Gianni, contadino biologico, propone di costituire, con l’azionariato popolare, una grande campagna per raccogliere fondi e ricomprare le terre vendute all’asta per affidarle nuovamente al lavoro dei contadini. E’ una impressionante catena che sta coinvolgendo l’intero territorio nazionale, quella dei messaggi su internet che si stanno diffondendo in tutt’Italia. Almeno a 500.000 indirizzi di posta elettronica arrivano le mails del comitato che iniziano e si chiudono con un chiaro messaggio: GIU LE MANI DALLE AZIENDE SARDE. E gli effetti si stanno vedendo. La solidarietà si esprime in tante forme con messaggi, migliaia di lettere a Soru, decine e decine di articoli sui giornali e pagine web. Sul web, poi, sono sempre più le reti e le organizzazioni di cittadini che invitano attivamente al sostegno i loro iscritti e i loro utenti. Fra i tanti, impossibile citarli tutti, il Comitato ostenta quelli di Federbio e di tutte le sue strutture aderenti che raggruppano le organizzazioni del biologico, quelle dei Metup di Beppe Grillo di tutt’Italia, quella di associazioni e movimenti sociali, ambientaliste, sindacali, quelle del Comitato promotore delle Leggi di iniziativa popolare per la Sovranitalimentare e il Referendum contro gli OGM che raggruppa oltre trenta organizzazioni nazionali.

Un primo obiettivo del comitato si sta concretizzando: quello di far diventare patrimonio dell’opinione pubblica nazionale il dramma che stanno vivendo le aziende contadine sarde vendute all’asta, facendo riflettere i cittadini su una realtà spesso nascosta dalle cronache nazionali o oscurata nella comunicazione: la realtà della crisi profondissima delle aziende agricole produttive di tutt’Italia.

Ora si tratta di trasformare la solidarietà che si sta esprimendo in una forza capace di premere perché si riesca a risolvere quello che in venti anni non è stato possibile risolvere: la certezza di una possibilità di futuro per le aziende agricole sarde.

Ai tanti che chiedono come possono aiutare il comitato di lotta risponderà domani annunciando in conferenza stampa i passaggi e le iniziative dei prossimi giorni. Obiettivo di queste ore è definire i passaggi operativi ma il percorso è segnat

ESTENDERE E RAFFORZARE LA MOBILITAZIONE IN SARDEGNA E PORTARLA A ROMA

Il governo regionale, il cui presidente Soru non ha ancora trovato il tempo di incontrare il comitato, ha annunciato che il giorno 11 terrà a Roma un incontro con il ministro Decastro riconoscendo la necessità di un coinvolgimento nazionale. Bene, è quello che stiamo chiedendo. A scanso di equivoci a Roma ci saremo anche noi in mobilitazione.

 
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