Pomodoro, storica intesa fra il Nord e il Sud d’Italia

Pubblichiamo da Gazzetta di Parma (leggi articolo originale)

Alleati per contare di più ed affrontare con maggiore unità la competizione globale. I distretti del pomodoro del Nord Italia e del Sud hanno siglato a Expo 2015 un patto di collaborazione e 1427998_61875941di sistema, con la “benedizione” del ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina e del sottosegretario all’Economia Paola De Micheli, in occasione della Settimana Mondiale del Pomodoro.
L’intesa è stata firmata dal presidente dell’Organizzazione Interprofessionale del Pomodoro da industria del Nord Pier Luigi Ferrari e dal suo omologo del Polo distrettuale del centrosud Annibale Pancrazio, al padiglione “Cibus è Italia” dell’esposizione universale.
Il ministro Martina, arrivato all’incontro dei soggetti della filiera per suggellare l’accordo, ha rimarcato come «il ruolo di Expo sia anche quello accelerare la collaborazione fra imprese e associazioni».
«Oggi voi siete già un modello – ha aggiunto – ma questo passo avanti è un bellissimo messaggio a tutti gli operatori del pomodoro, ben consapevoli dei propri punti di forza e anche delle criticità. Sarà un’eredità importante di Expo».
Paola De Micheli ha salutato con soddisfazione la firma del protocollo: «Non posso nascondere di essere un po’ emozionata, perché oggi siamo riusciti a chiamare a raccolta tutto il mondo produttivo del pomodoro italiano. Sapete che vengo da quel mondo e lì tornerò dopo la mia esperienza politica. Quella che abbiamo voluto organizzare a Expo non è una settimana autocelebrativa di una filiera, ma il duplice intento è stato quello di raccontare una storia e di mettere insieme i soggetti produttivi. Per ricordare con orgoglio che noi siamo il made in Italy, e se troviamo la forza di fare politiche e percorsi comuni, saremo nelle condizioni di rafforzare tutta la nostra filiera».
«Con la firma del protocollo – ha spiegato il presidente dell’Oi Pomodoro da Industria del Nord Italia Pier Luigi Ferrari – si esprime la volontà di collaborare per arrivare, una volta definiti i termini dell’intesa, allo scambio di dati e informazioni tra le due filiere. Abbiamo bisogno di rappresentare sempre di più, e meglio, il Made in Italy. Lavorare insieme, non perdendo le peculiarità che ci contraddistinguono, è fondamentale per il nostro Paese e la nostra economia».
Soddisfazione anche da parte del distretto del Sud: «Dobbiamo unificare l’immagine promozionale – ha dichiarato il presidente del Sud Annibale Pancrazio -. Il settore del pomodoro è il rosso del tricolore del Made in Italy agroalimentare».
I contenuti dell’accordo
Le parti si impegnano a definire le modalità di scambio dei dati sulle superfici destinate alla coltivazione del pomodoro da industria, sulle quantità contrattate, sulle quantità consegnate alle imprese di trasformazione e sulle quantità di prodotti ottenuti nella relativa area di competenza. Le informazioni verranno trasmesse in forma aggregata per distretto produttivo e saranno utilizzate per l’elaborazione dei dati nazionali di comparto da veicolare a soggetti esterni.
Saranno inoltre predisposte azioni condivise di comunicazione istituzionale esterna dei dati, in particolare verso gli Organismi Internazionali di rappresentanza (Oeit, Amitom, Wptc).
Per raggiungere questi due obiettivi Oi Nord e polo distrettuale del Sud costituiranno un gruppo di lavoro per arrivare a redigere una bozza di regolamento attuativo del protocollo che sarà sottoposto alla successiva approvazione da parte degli organi statutari di ciascuna delle parti.
La filiera
Pomodoro è anche cultura e tradizione. Per questo la Settimana Mondiale del Pomodoro a Expo 2015 ha dedicato mercoledì un appuntamento al pomodoro nella storia, con le immagini e le suggestioni dei musei dedicati a questo splendido frutto della terra.

Giuseppe Baldino, del museo Francesco Cirio di Castelnuovo Belbo ha raccontato la genesi del museo dedicato a una degli imprenditori pionieri dell’industria del pomodoro in Italia

Giuseppe Ceci ha sottolineato la funzione educativa dei musei del cibo di Parma all’interno del quale è stato creato quello del pomodoro: «Per salvaguardare i veri sapori ma anche i saperi della tradizione italiana attraverso percorsi didattici creati ad hoc».

Per i 70 anni di Anicav, l’associazione di Confindustria dei produttori conservieri, Giovanni De Angelis ha sottolineato l’importanza di una lunga storia di associazionismo: «Siamo testimoni della forza della coesione per competere e del valore dello stare insieme per i soggetti agricoli e industriali della filiera».

Incentrato sulla storia del barattolo l’intervento di Domenico Rinaldini dell’Anfima, associazione rappresentativa dell’industria dell’imballaggio metallico: «Un successo lungo 150 anni dell’industria italiana e anche dell’export, il contenitore del cibo contribuisce in maniera determinante alla riduzione dello spreco alimentare».

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