Mettiamo in comune le olive

Pubblichiamo da Comune Info (leggi articolo originale)

La Valle dei Casali, emblema dell’agro-romano, è una “riserva riservata” ai privati di 466 ettari in cui non esiste nessun accesso per la popolazione locale. È una riserva che ha oltre il 90 per cento delle terre e immobili in mano ai privati, in seguito a speculazioni e a fallimenti “pilotati”. Come TerraRivolta, insieme ad altre realtà sociali romane, stiamo portando la campagna nazionale “Terra Bene Comune” con le sue proposte nella Valle dei Casali, per confrontarci con tutte le realtà cittadine e del territorio interessate alla difesa della Valle, iniziando a immaginare una gestione orizzontale. Difendere la Valle infatti, vuol dire anche difendere il diritto all’accesso alla terra e contrastare la svendita dei beni demaniali (Decreto Terre Vive), sia nel Lazio che nel resto del paese.

Un paese come l’Italia che sta affrontando sempre più alluvioni, morti e distruzione, causate sostanzialmente da mancanza di prevenzione, dall’incontrollato consumo di suolo e dalla cementificazione selvaggia. Un intreccio d’interessi privati e politici a cui noi come TerraRivolta ci opponiamo con fermezza, proponendo un diverso modello di gestione del territorio che non preveda la cementificazione di aree demaniali, la trivellazione senza freni del territorio, la realizzazione manu militari degli inceneritori e l’aggiramento di norme a tutela dell’ambiente per la realizzazione di grandi opere, così come vorrebbe imporre il decreto cosiddetto Sbloca Italia del governo Renzi-Berlusconi. Un decreto, lo Sblocca-Italia, che è un terribile ritorno a un passato di cui non ci siamo mai liberati. Un passato in cui “sviluppo” era sinonimo di “cemento” e dove i diritti fondamentali delle persone (come la salute) erano considerati ostacoli da superare, e non obiettivi da raggiungere.
Tornando alla Valle, c’è il concreto timore che tra qualche mese questi immobili e terreni saranno tutti venduti: Villa York, infatti, con i suoi 46 ettari e quattro casali limitrofi, è ora messa in vendita dall’attuale proprietario: Villa York srl in liquidazione.

La risposta che vogliamo costruire con il quartiere e con le realtà cittadine e contadine che si occupano di ambiente, sovranità alimentare, diritto all’abitare e beni comuni, è quella di vivere degnamente il patrimonio offerto dal territorio, attraverso la sua difesa e la lotta alla svendita dei beni del demanio. È un gesto, una pratica comune per costruire insieme una valle dei casali diversa, una valle dei casali di tutte e di tutti.
Il 2 novembre quindi, siete tutt@ invitat@ alla prima raccolta delle (poche) olive della Valle, per passare una giornata in maniera conviviale e per discutere di produzione e distribuzione dell’olio e dei motivi che hanno portato al dimezzamento dei raccolti (meno 30 per cento in Italia nell’ultimo anno) e a un forte innalzamento dei prezzi (qui l’evento su facebook).

L’olio ricavato sarà diviso simbolicamente come ricordo di questo nuovo passo verso la liberazione della “Riserva Riservata”. Un ulteriore passo per dare forza alla proposta di aprire un tavolo di discussione nel quartiere e non solo, al fine di proporre la Custodia sociale e il recupero della Valle dei Casali alla sua vocazione di terra agricola e riserva naturale amministrata dalla comunità locale secondo la logica della gestione dei beni comuni: proprietà comunitaria del terreno, invendibile e indivisibile, amministrata dalle persone che vivono il territorio. Né Stato né Mercato quindi, ma Comune.

Fonte: Terra Rivolta

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