Racket dei tendoni a Barletta«Cinque ettari di vigneti distrutti»

Pubblichiamo da Corriere del Mezzogiorno (leggi articolo originale)

BARLETTA Cinque ettari di vigneti da vino irrorati con diserbanti e resi ormai inutilizzabili. Succede nelle campagne di Barletta, in zona San Mercurio, poco lontano dal sito archeologico di Canne della Battaglia. La vittima è un agricoltore che da molti anni si trova a dover fare i conti con furti e danneggiamenti di ogni tipo alle sue coltivazioni. Nicola Di Cataldo, 70 anni, non ne può più e ha denunciato tutto ai carabinieri sperando che, finalmente, qualcosa cambi. «Noi viviamo più se ci distruggono i vigneti, sono la nostra vita, il nostro reddito», dice disperato. «Questa è una storia che va avanti da anni, da quando abbiamo cominciato a subire piccoli furti di ogni tipo. All’epoca avevamo il contratto con le guardie campestri e, visto cosa succedeva, lo abbiamo disdetto. Ed è da allora – rimarca – che la nostra vita si è trasformata in un vero inferno». I guai di Nicola Di Cataldo sono i danni alle sue viti. Diverse piante per ogni appezzamento di terreno, ogni anno, vengono rese inutilizzabili. Ma si trattava di un numero contenuto, perché comunque il raccolto (sia di uva da vino che da tavola) si poteva realizzare a settembre.
Esplora il significato del termine: Anche per questo, in alcuni casi, ha evitato di presentare anche denuncia alle forze dell’ordine. «Spesso ti fanno notare che per danni piccoli non è il caso di denunciare e così ho rinunciato a farlo», spiega. Quest’anno, invece, la situazione è precipitata e i danni sono diventati davvero ingenti. «Non potremo raccogliere nulla quando ci sarà la vendemmia, perché l’uva non è ancora maturata e ormai è distrutta», spiega mostrando quello i diserbanti hanno prodotto alle sue viti. Ma sono stati irrorati anche alcuni ulivi. Un lavoro sistematico e, quasi certamente, da professionisti. Per questo Nicola Di Cataldo, assistito da un legale, ha deciso di presentare un dettagliato esposto di venti pagine alla compagnia dei carabinieri di Barletta. Non è la prima volta che nelle campagne della città, verso Canosa, si registrano problemi nei vigneti. Ma il fenomeno più diffuso è generalmente quello dell’abbattimento dei tendoni con conseguente distruzione delle piante. Gli ultimi casi di questo genere si sono registrati nell’agosto scorso. I tiranti dei tendoni vennero recisi e, cadendo, distrussero le viti alla vigilia della vendemmia. Il 14 agosto vennero denunciati due casi in località Belluogo, nei pressi della statale 93 che collega Barletta a Canosa di Puglia. Ma soltanto il giorno prima sei agricoltori, stanchi di subire danni alle proprie colture, avevano denunciato situazioni simili. Diverse le ipotesi fatte, all’epoca, dagli inquirenti. Non ultima quella del racket delle estorsioni o anche dello sgarro fatto da chi effettuava servizi di guardiania privata nelle campagne. Peraltro casi simili erano stati denunciati anche nei terreni di Canosa e Trinitapoli. Il racket dell’uva, da queste parti, non è un fatto nuovo. Nel 2005 il caso deflagrò in concomitanza con la crisi dell’uva, che aveva portato a proteste sulle strade di tutta la Puglia. Nel Nord Barese gli agricoltori si trovavano spesso con i vigneti abbattuti.Anche per questo, in alcuni casi, ha evitato di presentare anche denuncia alle forze dell’ordine. «Spesso ti fanno notare che per danni piccoli non è il caso di denunciare e così ho rinunciato a farlo», spiega. Quest’anno, invece, la situazione è precipitata e i danni sono diventati davvero ingenti. «Non potremo raccogliere nulla quando ci sarà la vendemmia, perché l’uva non è ancora maturata e ormai è distrutta», spiega mostrando quello i diserbanti hanno prodotto alle sue viti. Ma sono stati irrorati anche alcuni ulivi. Un lavoro sistematico e, quasi certamente, da professionisti. Per questo Nicola Di Cataldo, assistito da un legale, ha deciso di presentare un dettagliato esposto di venti pagine alla compagnia dei carabinieri di Barletta. Non è la prima volta che nelle campagne della città, verso Canosa, si registrano problemi nei vigneti. Ma il fenomeno più diffuso è generalmente quello dell’abbattimento dei tendoni con conseguente distruzione delle piante. Gli ultimi casi di questo genere si sono registrati nell’agosto scorso. I tiranti dei tendoni vennero recisi e, cadendo, distrussero le viti alla vigilia della vendemmia. Il 14 agosto vennero denunciati due casi in località Belluogo, nei pressi della statale 93 che collega Barletta a Canosa di Puglia. Ma soltanto il giorno prima sei agricoltori, stanchi di subire danni alle proprie colture, avevano denunciato situazioni simili. Diverse le ipotesi fatte, all’epoca, dagli inquirenti. Non ultima quella del racket delle estorsioni o anche dello sgarro fatto da chi effettuava servizi di guardiania privata nelle campagne. Peraltro casi simili erano stati denunciati anche nei terreni di Canosa e Trinitapoli. Il racket dell’uva, da queste parti, non è un fatto nuovo. Nel 2005 il caso deflagrò in concomitanza con la crisi dell’uva, che aveva portato a proteste sulle strade di tutta la Puglia. Nel Nord Barese gli agricoltori si trovavano spesso con i vigneti abbattuti.

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