“Terraingiusta”: lavoratori stranieri ancora sfruttati in agricoltura

Pubblichiamo da Tiscali.it (leggi articolo originale)

Undici mesi di testimonianze e dati raccolti in cinque zone dell’Italia centrale e meridionale. E’ stato presentato a Roma, nella Sala della Stampa Estera, “Terraingiusta”, il Rapporto sulle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti stranieri in agricoltura. L’iniziativa è di Medici per i Diritti Umani (MEDU). Il documento è la denuncia drammatica delle condizioni di sfruttamento dei lavoratori migranti, del lavoro nero, delle gravi irregolarità in materia di sicurezza e salute.

I team di MEDU si sono spostati dalla Piana di Gioia Tauro in Calabria, alla Piana del Sele in Campania, dal Vulture Alto Bradano in Basilicata all’Agro Pontino nel Lazio. E’ stata monitorata la raccolta del pomodoro nell’area della Capitanata in Puglia. Grazie a cliniche mobili, hanno spiegato gli operatori di MEDU, è stato svolto un servizio di prossimità a bassa soglia, mappando e raggiungendo gli insediamenti abitativi dei lavoratori immigrati, prestando prima assistenza medica, fornendo informazioni e orientamento socio-sanitario. Alla fine, sono stati 788 i migranti intervistati e 744 quelli che hanno ricevuto assistenza sanitaria: 876 i consulti medici.

La gran parte dei lavoratori stranieri assistiti era in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Il fenomeno del lavoro nero, sottolineano da Medu, è apparso in tutta la sua negativa rilevanza nella Piana di Gioia Tauro dove l’83% dei migranti incontrati dagli operatori lavorava senza contratto. La pratica del caporalato continua a essere diffusa in tutti i contesti. Si tratta di un fenomeno di sfruttamento di ampie proporzioni, è stato evidenziato dai Medici per i Diritti Umani, e le risposte delle istituzioni locali e nazionali sono state in questi anni del tutto insufficienti. In conseguenza della gravità del quadro riscontrato in tutti i territori d’intervento, MEDU chiede alle istituzioni locali e nazionali l’adozione di alcuni provvedimenti urgenti per migliorare fin dalla prossima stagione le condizioni di vita e di lavoro dei migranti impiegati in agricoltura.

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