Mutui e agroalimentare Bpmn spinge sul credito

Pubblichiamo da Gazzetta di Mantova (vedi originale)

di Gabriele De Stefani
Non è il tempo di avventurarsi in salti in avanti, dunque l’ampliamento delle filiali resta fermo ai livelli raggiunti un anno e mezzo fa, con diciassette sportelli sul territorio provinciale. Ma la banca «ormai si è trasformata da pulcino a qualcosa di molto più significativo» come dice il direttore generale Annibale Ottolina e allora la Popolare di Mantova prevede per il 2013 lo scongelamento di 55 milioni di euro in più per il territorio provinciale. I canali privilegiati sono due: i mutui per la casa e gli impieghi commerciali, con fari puntati soprattutto sul settore agroalimentare. Il budget 2013 dell’istituto prevede un aumento del 10% dei prestiti alle famiglie che vogliono comprare casa, che in valori assoluti significa salire da 285 a 318 milioni di euro, con 33 milioni in più sul tavolo. Sul fronte dei prestiti alle imprese invece il salto è dai 116 milioni erogati nel 2012 a quota 138 milioni (+18%). Con il mondo industriale sostanzialmente fermo, le attenzioni della Popolare si spostano soprattutto verso l’agroalimentare: «Le ragioni sono diverse – spiega Ottolina – in primo luogo spingeremo in quella direzione perché si tratta di un mondo che esprime un’eccellenza di questo territorio. Poi dobbiamo considerare che l’agroalimentare è ad oggi uno dei settori più ricettivi e più disponibile a nuovi investimenti sia per le drammatriche conseguenze del terremoto che per scelte imprenditoriali che vanno dalla spinta verso le energie alternative a soluzioni più tradizionali. Purtroppo ad oggi il mondo dell’industria vive una fase molto diversa. Continueremo invece ad avere rapporti stretti con i consorzi fidi». Per quanto riguarda i mutui per la casa, la Popolare prova a incidere nel settore, l’immobiliare, più colpito dalla crisi. Lo strumento è la linea di credito ad hoc che tutto il gruppo lancerà nei prossimi giorni.Nel 2013 dell’istituto aumento degli impieghi ma anche rafforzamento della posizione ottenuta dalla Popolare: «Non prevediamo di aprire altre filiali – premette Ottolina – ma puntiamo a consolidare la nostra crescita lavorando sugli sportelli già attivi. Ampliare la platea dei clienti è sempre un obiettivo». Si parte dai 256 milioni di raccolta diretta e dai 150 di indiretta con cui si è chiuso il 2012.

E le previsioni di bilancio? Qui Ottolina fa catenaccio: «La scaramanzia mi impone di non parlare – sorride – ma è chiaro che si punta sempre a stare sopra allo zero e che non tutti gli anni ci sono oneri come quelli che avevano portato in negativo l’esercizio 2012». Quando l’attivazione del fondo di solidarietà e gli accantonamento sul convertendo avevano costretto a chiudere il bilancio, benché in miglioramento, a -1,9 milioni.

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