Madeintuscany: nuova app per smartphone e tablet per scoprire il territorio

Pubblichiamo Nove Firenze (leggi articolo originale)

FIRENZE– Turisti che amano la Toscana e cercano un posto di charme per soggiornare, enogastronauti alla ricerca di vini rinomati e di delizie agroalimentari, amanti dello shopping che vogliono portarsi a casa oggetti di qualità: oggi c’è una “app” per tablet e smarthone capace di guidarvi nella ricca offerta della regione. La “app” si chiama Madeintuscany, è scaricabile sia da AppleStore sia da GooglePlay ed è stata realizzata da un’azienda toscana, Danaeproject, con l’adesione dell’assessorato all’agricoltura della Regione Toscana. Ad oggi sono quasi 600 le aziende agricole ed artigiane aderenti, oltre a dimore storiche ed agriturismi, ma a queste vanno aggiunti anche numerosi Consorzi. Quelli che finora si sono registrati sono: Consorzio Vino Nobile Montepulciano (75 aziende); Consorzio Morellino di Scansano (103 aziende); Consorzio Vino Orcia DOC (40 aziende); Consorzio Vino Chianti (60 aziende); Consorzio del vino Brunello di Montalcino (213 aziende); Consorzio Pecorino Toscano DOP (18 aziende); Fagiolo di Sorana IGP (16 aziende); Assocantuccini (14 aziende); Miele della Lunigiana (2 aziende); Cinta Senese (9 aziende). Tutta in lingua inglese la App Made in Tuscany sfrutta alcune parole chiave come: Tuscany, Tuscany Wine , Tuscany Food, Tuscany Hotel, Tuscany Shop, Tuscany Shopping, che le permettono di trovarsi nelle primissime posizioni sia su Apple store che su GooglePlay. Funziona come un navigatore satellitare e sfrutta la georeferenziazione permettendo con facilità al turista di sapere cosa può trovare nelle vicianaze oppure cosa incontrerà lungo il viaggio e di raggiungere poi l’azienda prescelta. L’applicazione è pensata principalmente per il turista che si trova già in Italia, ma funziona anche se l’utente la scarica dall’estero: in questo caso il turista sarà indirizzato automaticamente sul sito www.madeintuscany.mobi dove avrà la possibilità, digitando la sua destinazione di viaggio di scoprire tutte le aziende che si trovano in un raggio di 50 kilometri dalla meta.
Prendiamo un anziano, che cerchi un posto convenzionato in una RSA. Quanti vantaggi avrebbe nel poter confrontare in modo rapido le diverse disponibilità e convenzioni con le RSA in zona? E un imprenditore o un Comune, nel conoscere l’esatta composizione demografica degli abitanti in una certa zona, per poter investire e offrire servizi mirati? Questi ed altri gli utilizzi diODINet (Online Data Integration Network), il “motore di ricerca” innovativo per l’accesso e la diffusione on line di dati strutturati ed eterogenei: una sorta di “Google dei dati”, che si basa su nuove metodologie di catalogazione, di ricerca semantica e visualizzazione di dati sul web. Nell’era del “Big Bang” dei dati, in cui pubblica amministrazione e imprese riversano in rete quantità enormi e sempre crescenti di informazioni, ODINet rappresenta uno strumento che riesce a individuarle mettendole a disposizione dell’utente in modo trasparente e accessibile. Il progetto, cofinanziato dalla Regione Toscana attraverso fondi POR CReO 2007-2013, è stato presentato martedì 24 Marzo 2015, nel corso di un workshop presso l’Aula Magna del CNR di Pisa. I suoi ideatori sono Sistemi Territoriali srl, Rete Sviluppo s.c., Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, CQR srl e SIMURG Ricerche. ODINet consente non solo di individuare i dati in modo rapido e tematico ma, una volta conosciuti, di poterli riusare per scopi diversi, non ultimo quello di rendere trasparente la PA ai cittadini e monitorare e confrontare opere e servizi da essa forniti. Le principali ricadute positive del progetto riguarderanno la Pubblica Amministrazione, gli enti produttori di dati, i cittadini, le aziende e la comunità scientifica.

Come funziona ODINet

ODINet è un motore di ricerca unico nell’ambito degli open data che “pesca” informazioni da banche dati pubbliche già esistenti (una su tutte l’Istat, ma anche fonti settoriali e via via altri dati resi “aperti”) e dagli stessi portali della PA nazionale per restituire all’utente, in modo organico e pertinente alla parola chiave ricercata, informazioni e dati disponibili sul tema e ad esso correlati. Questo grazie ad una base “ontologica” di dati elaborata in ambito sociale, economico e sanitario che consente di ottenere, per esempio inserendo la parola chiave “anziani”, non solo dati demografici, ma anche dati economici relativi ai tassi pensionistici, alla aspettativa di vita nelle diverse zone geografiche, alle strutture a loro riservate etc. I dati vengono forniti sottoforma di una rappresentazione infografica ed una a grafo navigabili per fonte, periodo e posizione geografica. Non solo. Gli ambiti di sviluppo relativi ai settori sociale, sanitario ed economico consentono a ODINet di favorire l’integrazione della maggior parte dei dati degli Enti Pubblici nel contesto nazionale. La piattaforma tecnologica di ODINet è stata sviluppata da Sistemi Territoriali S.r.l.: la mappatura ontologica relativa agli ambiti sociale, economico e sanitario è stata sviluppata rispettivamente da Simurg s.n.c; ReteSviluppo s.c.; Istituto di Fisiologia Clinica e CQR s.r.l. con la consulenza del Sant’Anna di Pisa.

Esempi concreti: perche è utile avere accesso diretto agli open data?

Secondo Orwell “controllare i dati significa controllare il presente. E controllare il presente significa controllare il futuro”. Prendiamo il caso di un imprenditore (o di un Comune): avere accesso alla popolazione residente in una certa zona, suddivisa per età, genere, etc, consentirebbe di mirare meglio il tipo di investimento o servizio da offrire nella zona stessa. Oppure un paziente: poter accedere al numero e agli esiti delle prestazioni di diversi istituti sanitari, permetterebbe un confronto e una scelta sulle cure e i protocolli di maggior successo. L’aumento dei dati open nel prossimo futuro farebbe lievitare usi e potenzialità di una piattaforma di questo tipo.

Presentato oggi 25 marzo presso lo spazio LeMurate. Progetti Arte Contemporanea iSLe – Intelligent Semantic Liquid Edubook, l’innovativo modello di piattaforma didattica ideato in Toscana da GruppoMeta, in collaborazione con CNR di Pisa e Università di Firenze. Di fronte ad una significativa platea di editori legati al mondo della scuola – Giunti, Casalini, Hoepli, Il Mulino, Pearson, RCS Education, La Scuola – la piattaformaiSLe è stata protagonista di un giornata di approfondimento divulgativo dedicata alle nuove prospettive dell’editoria scolastica e della didattica 2.0, in fase di sperimentazione in due scuole di Lucca grazie alla collaborazione con Mondadori Education. Web semantico, profilazione dell’utente e didattica non lineare diventano flusso digitale di contenuti intermediali per l’apprendimento scolastico online, offline e su mobile. «“Liquid” per iSLe non è soltanto sinonimo di testo “portatile” e fruibile su dispositivi mobile – illustra Paolo Ongaro, CEO di GruppoMeta, capofila del progetto – ma anche indicativo di contenuti personalizzabili e adattabili in base all’ambito disciplinare e al profilo dell’utilizzatore, perché taggati (“etichettati”) e tra loro collegati con relazioni di significato e di contesto ». Al centro dell’incontro moderato da AIE – Associazione Italiana Editori- -il tema della fruizione digitale dei contenuti per l’apprendimento personalizzato e il rapporto virtuoso fra produzione e distribuzione che iSLe consente di sviluppare in maniera utile, semplice ed efficace. « Il nuovo “ebook” liquido – continua Ongaro – si presenta come un libro a strati: uno strato socialper condividere appunti e note all’interno della classe, uno strato di esercizi per eseguire test di verifica direttamente sul libro con l’ausilio di suggerimenti e approfondimenti modulati sui risultati raggiunti ». Finanziato da Regione Toscana in qualità di progetto di ricerca ed esempio di sviluppo per l’innnovazione produttiva e la competitività del territorio, iSLe è, allo stesso tempo, un modello di partenariato pubblico-privato ed un percorso imprenditoriale che coinvolge giovani realtà toscane dell’ICT; un prodotto all’avanguardia in grado di disegnare future metodologie d’approccio all’apprendimento scolastico.
In scena oggi a Firenze #RestartPA, l’iniziativa organizzata da Microsoft Italia in collaborazione con Forum PA e Avanade e con il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia Digitale AGID, con l’obiettivo di promuovere il confronto e la collaborazione tra i responsabili della digitalizzazione delle Amministrazioni Centrali e Locali, delle Aziende Sanitarie e delle Università, per far emergere proposte e indicazioni concrete da trasferire al Governo Italiano per guidare una più efficace politica d’innovazione del settore pubblico. Palazzo Medici Riccardi ha ospitato, infatti, un appuntamento di rilievo nazionale, con cui Microsoft ha avviato una riflessione collettiva sul ruolo della Pubblica Amministrazione e sull’importanza della digitalizzazione della PA a supporto della competitività dell’intero Paese. Sviluppato intorno al tema “La rete integrata per i servizi a cittadini ed imprese”, l’evento ha accolto il contributo dei rappresentati istituzionali del Comune di Firenze e della Regione Toscana, Lorenzo Perra, Assessore al Bilancio, Partecipate, Fondi europei, Innovazione tecnologica del Comune di Firenze, e Laura Castellani, Responsabile Infrastrutture e Tecnologie per lo sviluppo della società dell’informazione della Regione Toscana, oltre all’intervento di Maria Pia Giovannini, Responsabile Ufficio Sistemi per l’Efficienza della Gestione delle Risorse Umane e finanziarie e dei flussi documentali e servizi on line dell’Agenzia per l’Italia Digitale, Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, Carlo Mochi Sismondi, Presidente di FORUM PA, e Anna Di Silverio,Amministratore Delegato di Avanade, che si sono confrontati sul potenziale dell’innovazione tecnologica per una PA più efficiente ed efficace nei rapporti con cittadini e imprese. Tratto distintivo dell’appuntamento la partecipazione attiva di molteplici decisori dalla PA Centrale e Locale, che non si sono limitati a cogliere gli spunti offerti dai rappresentati istituzionali e dai player IT, ma al contrario sono stati protagonisti della discussione attraverso cinque gruppi di lavoro durante il quale si è dibattuto di temi chiave per la digitalizzazione della PA: la PA cooperativa ed interoperabile, la sicurezza digitale nella PA, cittadini ed imprese al centro dei servizi della PA, le competenze digitali nella PA, la PA aperta. Obiettivo dei tavoli tematici quello di stimolare il confronto ed elaborare strategie e linee guida da proporre al Governo e all’AGID per contribuire all’innovazione della Pubblica Amministrazione e di conseguenza alla crescita del Paese. “La competitività di un Paese è strettamente legata al grado di innovazione dei rispettivi enti del settore pubblico: ecco perché supportare la Pubblica Amministrazione Centrale e Locale, la Sanità e la Scuola a cogliere le opportunità del Digitale è per noi una priorità. Le scelte d’innovazione devono essere strategie condivise, in grado di ripensare con lungimiranza processi e servizi grazie alle nuove tecnologie. Con #RestartPA, ci siamo proprio posti l’obiettivo di promuovere un dialogo partecipativo tra i responsabili IT delle amministrazioni per guidare il processo di trasformazione della PA Italiana. Siamo convinti che le proposte concrete nate dall’esperienza di chi ha già intrapreso progetti d’innovazione possano fare la differenza”, ha affermato Carlo Purassanta, AD di Microsoft Italia. “In Italia i nativi digitali rappresentano già una fetta importante della popolazione e questo, insieme alla diffusione di trend digitali sempre più pervasivi, determina una rivoluzione nelle aspettative, nei bisogni e quindi nel modo di fornire servizi. In Avanade crediamo che la chiave del successo risieda nel considerare la trasformazione digitale come un’opportunità per mettere le persone al centro di tutto e le tecnologie come uno strumento per stimolare comportamenti virtuosi. I leader devono tenere in considerazione entrambi questi aspetti per costruire competenze adatte a cogliere gli enormi benefici possibili”, ha dichiarato Anna Di Silverio, Amministratore Delegato di Avanade. Nel corso dell’evento sono intervenuti i rappresentanti di alcune amministrazioni che hanno già dato vita a progetti d’innovazione e che hanno condiviso la loro esperienza raccontando i benefici delle nuove tecnologie per una PA più smart. Nei vari tavoli di lavoro è di fatto emersa l’importanza di una maggior collaborazione e condivisione delle informazioni all’interno e tra gli enti. Cavalcare gli attuali trend tecnologici della Mobility e del Cloud Computing permette infatti di inaugurare modalità di lavoro più efficienti e di migliorare la produttività dei dipendenti pubblici. Il cosiddetto smart working può limitare i costi legati all’assenteismo e consentire ai dipendenti di conciliare meglio priorità professionali e personali, potendo comodamente comunicare e accedere al patrimonio informativo aziendale sempre e ovunque per offrire un miglior servizio alla collettività. Interessante in primis, l’esperienza dell’AGID che dimostra come l’adozione di tecnologie di comunicazione integrata possa facilitare la collaborazione e che se tutti gli enti ne facessero uso, sarebbe possibile ottimizzare i costi dell’intera PA italiana. “Abbiamo bisogno di comunicare tanto al nostro interno quanto con la Pubblica Amministrazione in maniera tempestiva, coordinata e interattiva. Per questo abbiamo adottato Microsoft Lync”, ha dichiarato Alessandra Poggiani, Direttore Agenzia per l’Italia Digitale. “Abbiamo dotato tutti i dipendenti dei nuovi servizi per la messaggistica istantanea per migliorare la collaborazione, l’accesso e lo scambio di informazioni. Se tutte le PA scegliessero un’unica piattaforma tecnologica, tutti avremmo dei benefici economici”. “Siamo entusiasti di aver ospitato nella nostra città un evento unico nel suo genere, che mettendo a confronto rappresentati istituzionali, decisori della PA centrale e locale, associazioni di categoria, digital champion e player dell’industria IT ha prodotto proposte concrete che ci auguriamo possano essere recepite per guidare il processo d’innovazione della PA Italiana. Fondamentale per tale processo il ruolo della PA Centrale, ma anche e soprattutto la cooperazione tra enti e la rete di amministrazioni sul territorio. Ecco perché ci siamo subito riconosciuti in questa iniziativa: Firenze si distingue da sempre per il solido network di amministrazioni locali e per un’innata vocazione alla collaborazione. Siamo convinti che gli spunti emersi qui sapranno farsi strada sul territorio”, ha dichiarato Lorenzo Perra, Assessore al Bilancio, Partecipate, Fondi europei, Innovazione tecnologica del Comune di Firenze.

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