“Asini in agricoltura”: un immobile della mafia a fini sociali

Pubblichiamo da Altamura life (leggi articolo originale)

Un altro passo per l’utilizzo di un bene confiscato alla criminalità e donato alla collettività come occasione di inclusione e di opportunità occupazionale.

Palazzo di Città ha approvato con apposita delibera il preventivo di spesa, dell’importo complessivo di 3.817,42 euro, relativo alla fornitura di energia all’immobile in contrada Graviscella, oggetto dei lavori per la realizzazione dell’intervento “Asini in Agricoltura”, nell’ambito del progetto “Libera il Bene”.

Ideato dalla Regione Puglia e varato nel 2010, prevede il finanziamento di proposte progettuali per il riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata nei seguenti ambiti di intervento: tutela e valorizzazione del territorio, inclusione sociale e cittadinanza attiva, sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali per la produzione di beni e l’erogazione di servizi.

Tredici le istanze ritenute ammissibili, tra cui quella del comune di Altamura. Cofinanziato dal Comune con una cifra pari a 83 mila euro, è stato sostenuto dalla Regione con un importo pari a 750 mila euro. Il progetto altamurano, ammesso insieme ad altri tredici, si sviluppa su un fondo della superficie di 11.678 mq, con accesso dalla strada provinciale “La Tarantina”. Quale soggetto gestore è stata individuata la Cooperativa Sociale “Comunità Oasi 2 S. Francesco” che prevede , per la gestione del bene individuato, le attività di allevamento di asini di Martina Franca (TA) finalizzato alla produzione di latte, sia per alimenti che per cosmetici, alla produzione di carni e ad attività onoterapeutiche e onodidattiche, produzione di olio biologico e leguminose tipiche del territorio murgiano.

La presenza in Altamura di una casa circondariale, inoltre, permette concretamente di ipotizzare, con la collaborazione degli Uffici dell’Esecuzione Penale Esterna del Ministero della Giustizia di Bari e Matera, l’attivazione di interventi di giustizia riparativa ed esperienze laboratoriali sperimentali in carcere.

Risale alla scorsa estate la firma del contratto d’appalto del progetto di ristrutturazione, riconversione e gestione di un bene confiscato alla criminalità organizzata, nella fattispecie un fabbricato rurale e un fondo rustico ubicati in località Graviscella. L’appalto relativo all’esecuzione dei lavori per la realizzazione dell’intervento è stato aggiudicato alla ditta “Inchingolo Savino” di Andria, il quale ha offerto il ribasso percentuale del 29,257% da applicarsi sull’importo a base d’asta soggetto a ribasso, pertanto per un importo di € 378.667,01 oltre IVA di cui 20.000 euro per oneri della sicurezza.

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