Ortaggi e verdure coltivati con l’aiuto di ex pazienti psichiatrici

Pubblichiamo da Il Tirreno (leggi articolo originale)

PISA. Tutti gli ortaggi e le verdure serviti nei tre ristoranti curati dall’associazione L’Alba (cioè il circolo omonimo, quello del “Cuore” e la struttura interna al bagno estivo “Big Fish”) sono prodotti biologici coltivati con il supporto di ex pazienti psichiatrici: il progetto degli orti sociali va avanti da anni e in collaborazione con numerosi soggetti pubblici e privati; ma nel 2015 la produzione in quantità è tale che non solo si riesce a coprire il 100% delle esigenze dei tre ristoranti, ma addirittura è stato aperto alla cittadinanza anche il servizio Gas, gruppo di acquisto solidale.
Grande qualità. Anche per la qualità (da sempre ad alto livello, con tutte le certificazioni previste) gli standard continuano a crescere, tanto che la presidente dell’associazione L’Alba, Diana Gallo, parla di «un grande lavoro di riabilitazione utile e che porta allo sviluppo di salute e benessere con le persone e con i prodotti che produciamo. Mi piace ricordare la frase di Ippocrate, “Che il cibo sia la tua medicina”!».
Due campi di coltivazione. Al momento ci sono due campi di agricoltura sociale: uno sul viale delle Piagge, dove si producono in prevalenza semi e piantine in serra; e l’altro in campo aperto a Marina, dove si ottiene la gran parte della produzione destinata al rifornimento dei ristoranti. Il progetto “Horta” inizia nel luglio 2014, dopo una lunga tradizione, che vede L’Alba, impegnata sin dal 2003 in attività di agricoltura sociale, grazie a una convenzione tra la allora facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Pisa, l’Ufsma, Unità funzionale salute mentale adulti dell’Asl5, e la Clinica psichiatrica di Pisa; “Horta” è sostenuto dalla Fondazione Pisa con fondi per le attrezzature. Già nel 2011 la Fondazione Pisa aveva contribuito alla realizzazione della serra e di un tunnel all’interno dei terreni di via Mariscoglio, struttura che ha dato il via alla coltivazione e produzione di ortaggi a foglia larga, ortaggi a frutto (pomodori, peperoni e melanzane) con metodi di coltivazione biologica e piante aromatiche in vasetto. Ancora, nel 2013 il progetto “Agricoltura sociale”, finanziato dalla Regione Toscana all’interno del Piano regionale agricolo forestale, ha permesso l’inserimento di cinque persone per un anno all’interno della serra e dell’annesso terreno, con un piccolo compenso per le persone stesse. Questa esperienza è finita nel febbraio 2014 ed è in attesa di rinnovo da parte della Regione.
Terreno in comodato d’uso. Ma a luglio dello stesso anno, grazie alla generosità della famiglia Franchini di Tirrenia, è stato concesso in comodato d’uso gratuito a tempo indeterminato un terreno di 6.041 metri quadri, comprensivo di annesso agricolo in legno, in via dei Ligustri, all’interno della zona degli Orti del Parco naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. Sul nuovo terreno lavora un volontario dell’associazione L’Alba accompagnato da persone inserite in percorsi di riabilitazione psico-sociale della stessa associazione, che sono inviate dai servizi pubblici (Dipartimento di salute mentale, Sert e altri) o del ministero della Giustizia. Nel progetto sono state inserite circa una ventina di persone. Inoltre il nuovo campo sarà luogo per giornate di ricreazione per i cittadini, nonché un percorso agro-didattico: sono già avviati contatti con gli istituti scolastici del Litorale per organizzare durante la prossima primavera uscite didattiche all’interno del terreno.

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