Il Parlamento Europeo chiede di sviluppare coltivazioni più resistenti al clima

Pubblicato su Greenbiz (leggi articolo originale)

L’agricoltura europea deve prepararsi alle sfide del futuro per affrontare i cambiamenti climatici, le condizioni meteorologiche avverse e l’incremento del fabbisogno di cibo a livello mondiale. Secondo il Parlamento Europeo, l’UE dovrà fare in modo di mettere a disposizione risorse finanziarie per preservare la biodiversità e per facilitare lo sviluppo di coltivazioni più resistenti e adattabili al cambiamento del clima.

Si tratta delle richieste contenute in una risoluzione non legislativa adottata dal Parlamento Europeo lo scorso martedì. Secondo gli europarlamentari il settore della coltivazione e della riproduzione delle piante è fondamentale per assicurare un approvvigionamento alimentare stabile in futuro.

Sarebbe dunque necessario sviluppare nuove coltivazioni di alta qualità, che si adattino meglio alle differenti condizioni ambientali e climatiche e che risultino innocue sia per l’ambiente che per la salute. Il Parlamento Europeo sottolinea l’importanza di proteggere la biodiversità agroalimentare europea, con particolare riferimento alle varietà locali e regionali, soprattutto all’interno delle aziende agricole, che al momento non riceverebbero un supporto sufficiente dalle istituzioni pubbliche.

Il Parlamento Europeo chiede dunque alla Commissione maggiore chiarezza sul regolamento relativo alle nuove tecniche di coltivazione, che si trovano al momento sotto esame. Gli europarlamentari notano con preoccupazione che il mercato della coltivazione e riproduzione delle piante risulta sotto il controllo di poche grandi multinazionali, che investono soltanto su un numero limitato di varietà. Sarebbe dunque necessaria una competizione più aperta, che includa anche le aziende di media grandezza.

Si richiedono inoltre nuove possibilità di intervento e di valutazione per compensare i costi necessari allo sviluppo di nuove e migliori varietà, un processo che prevede un lavoro lungo ed articolato. Sarebbe inoltre auspicabile dare pieno e libero accesso ai risultati delle ricerche, in modo da facilitare l’operato delle aziende minori.

Infine, sarà fondamentale incoraggiare un incremento degli investimenti nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecniche. La ricerca scientifica indipendente, a parere del Parlamento Europeo, potrebbe essere supportata in modo pubblico, senza dimenticare le possibilità di collaborazione tra governi, industrie e organizzazioni di ricercatori. La risoluzione, presentata da Marit Paulsen, è stata adottata dal Parlamento con 442 voti a favore, 143 contrari e 41 astensioni.

Marta Albè

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