Zootecnia da latte e suinicoltura: peggiora la crisi per l’agricoltura bergamasca

Pubblichiamo da l’Eco di Bergamo (leggi articolo originale)

Continua, anzi peggiora, la crisi dell’agricoltura bergamasca. In particolare per alcuni comparti cruciali per l’economia agricola provinciale, a partire dalla zootecnia da latte e dalla suinicoltura.
Il tema sarà affrontato anche dall’assemblea di Confai Bergamo in programma per domenica 8 marzo a Pagazzano alle 9.30, l’appuntamento annuale dell’associazione bergamasca che riunisce agricoltori e contoterzisti agrari.

Tra i punti all’ordine del giorno, oltre ai consueti adempimenti statutari, la presentazione di una relazione sullo stato del settore primario e sulle future linee guida dell’organizzazione.

«Nel corso del 2014 – spiega il presidente provinciale e nazionale di Confai, Leonardo Bolis – l’agricoltura della nostra provincia non ha fatto registrare apprezzabili miglioramenti rispetto alla difficile situazione già delineata nel precedente appuntamento assembleare. Al contrario, si è approfondita la crisi di alcuni comparti cruciali per l’economia agricola provinciale, a partire dalla zootecnia da latte e dalla suinicoltura».

Di fronte alle attuali condizioni di emergenza, Confai Bergamo ritiene indispensabile potenziare la sinergia tra imprenditori agromeccanici e agricoli. «A lanciare l’allarme sul costante calo dei redditi agricoli – sottolinea il direttore di Confai Bergamo, Enzo Cattaneo – è stato recentemente Nomisma. In particolare, il prestigioso istituto di studi economici ha evidenziato come le imprese italiane, alla luce degli attuali ridotti margini di profitto, siano necessariamente più prudenti nell’investire in meccanizzazione».

In un contesto agricolo quale quello della pianura bergamasca, ad esempio, per non lavorare in modo antieconomico, un’azienda dovrebbe utilizzare la propria mietitrebbia su un minimo di 340 ettari o acquistare una trattrice di media potenza solo se in possesso di una superficie agricola di oltre 110 ettari. «In presenza di superfici di minori dimensioni – osserva Cattaneo – è nettamente più conveniente, conti alla mano, affidarsi ai servizi in conto terzi: per questo pare non più rinviabile la forte alleanza tra imprese agricole e agromeccaniche che la nostra organizzazione sollecita da tempo».

Tra i temi oggetto del dibattito assembleare vi saranno anche le problematiche dell’accesso ai Piani di sviluppo rurale da parte dei contoterzisti, la riduzione dell’assegnazione di carburante agricolo e l’annosa questione dei vincoli imposti alle aziende zootecniche dalla direttiva comunitaria sui nitrati.

«In questo scenario dal futuro incerto – conclude Bolis – dobbiamo ad ogni modo registrare il pregevole impegno di Regione Lombardia che, nella persona dell’assessore Gianni Fava, sta faticosamente raggiungendo obiettivi importanti per il settore, a partire dalla recente messa in opera dell’Albo delle imprese agromeccaniche».

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