A Fuscaldo, il vecchio nodo ferroviario diventa “stazione solidale”

Pubblichiamo da Redattore Sociale (leggi articolo originale)

Biglietteria e sala d’attesa diventano laboratorio di lavorazione e spazio per la vendita diretta di prodotti biologici. L’iniziativa è promossa dalla cooperativa sociale “Il segno”, nata nell’ambito del progetto della Cei “Policoro”.

COSENZA – La vecchia biglietteria e la sala d’attesa si trasformano e diventano un laboratorio di lavorazione dei prodotti agricoli ed uno spazio per la vendita diretta. Cambia volto e funzione la vecchia stazione ferroviaria di Fuscaldo, la suggestiva località marittina che si affaccia sul Tirreno cosentino che vede rinascere l’antico nodo delle ferrovie in “stazione solidale”. Gli ambienti , non più destinati alle attività ferroviarie, sono stati ceduti in comodato d’uso alla cooperativa sociale “Il segno” da Rete ferroviaria italiana.
Gli attivisti del sodalizio possono così portare a termine un progetto iniziato tre anni fa con la produzione di ortaggi ‘biologici’, coltivati su due ettari di terra abbandonata. La nuova “stazione solidale” diventa il punto di trasformazione e vendita di questi prodotti a chilometro zero; nei nuovi locali restituiti alla collettività c’è spazio anche per l’oggettistica dell’artigianato locale ed etnico. La struttura rimessa a nuovo è stata presentata alla città con una serie di eventi, visite ai campi della cooperativa e con una rappresentazione teatrale. A benedire la “stazione solidale” sono stati l’arcivescovo di Cosenza, Salvatore Nunnari, e quello di Campobasso Giancarlo Bregantini, presidente della commissione Cei per i problemi sociali, il lavoro e la giustizia. Un graditissimo ritorno in Calabria per Bregantini; padre Giancarlo è persona molto amata dai calabresi in quanto è stato per molti anni vescovo di Locri. Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato anche amministratori locali ed altre autorità; invitati anche gli studenti delle scuole che hanno partecipato numerosi ed entusiasti.
La cooperativa “Il segno” è una delle realtà nate nell’ambito del progetto Policoro, promosso dalla Conferenza episcopale italiana per la promozione dell’impiego e della corretta cultura d’impresa. “Il segno” ha avviato questo particolare percorso progettuale nel 2011, perseguendo una precisa idea di promozione umana attraverso l’attaccamento alla terra e lo sviluppo di azioni mirate inerenti all’agricoltura sociale. Per i componenti della cooperativa “la nuova “stazione solidale” è occasione di riscatto, un’opportunità: essa è emblema di speranza e coraggio; è esempio concreto della proficua collaborazione tra il nord e il sud d’Italia, ma anche tra tutti i nord e i sud del mondo”. Per la cerimonia inaugurale, nel piazzale stazione sono stati allestiti i diversi stand appartenenti a Libera, Auser, associazione Goel, cooperative Nazareth, Strade di casa, Dignità del lavoro e R-accogliere della Coldiretti. (msc)

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