Droni e visori a realtà aumentata da utilizzare nel settore agricolo.

Pubblichiamo da Ansa (vedi articolo originale)

(di Alessandra Moneti)

Un drone per amico. Quei sofisticati macchinari volanti, finora utilizzati perlopiù in ambito militare, ben presto popoleranno anche i paesaggi rurali. In campagna come nelle cave e cantieri vedremo macchine movimento terra, condotte da operatori che indossano visori a realtà aumentata, che avanzano affiancate da uno stormo di droni.

Macchine e trattori capaci di dialogare in tempo reale con un centro di controllo a migliaia di chilometri di distanza e che, grazie al riconoscimento biometrico, adattano le proprie performance a chi le conduce. E’ quanto si sta sperimentando nella campagna ferrarese, dove ha sede l’Imamoter, l’istituto di ricerca del Cnr dedicato alle macchine movimento terra e per l’agricoltura.

”La macchina del futuro cambierà sotto la pelle – racconta il direttore di Imamoter Roberto Paoluzzi mentre mostra un prototipo di ingranaggio realizzato con una stampante 3D – grazie all’uso di materiali nanostrutturati e autoriparanti.

Puntiamo molto sulla realtà aumentata, e abbiamo sviluppato una applicazione che riconosce i componenti di un motore, e li restituisce in 3D navigabile in ogni direzione. Una applicazione che potenzialmente manda in pensione i manuali di manutenzione”. Un futuro sempre più hi tech si sta delineando per il comparto primario, che presto familiarizzerà con droni e robotica. ”Stiamo integrando dei sensori che sfruttano materiali nanostrutturati su dei droni da utilizzare nel settore agricolo – spiega Paoluzzi – per monitorare lo stato di salute delle piante o il livello di maturazione della frutta. Alcuni droni sul tetto di un trattore in azione, partono, volano autonomamente e fanno la mappatura di un frutteto. E se c’è da fare un trattamento con fitofarmaci, il drone decide metro per metro, in funzione della status delle piante, quanto fitofarmaco deve essere spruzzato dialogando con lo sprayer montato sul mezzo. Siamo poi pronti ad avere macchine policombustibile e ibride”.

Altro filone è quello del controllo in remoto di macchine operatrici: ”Abbiamo sviluppato un prototipo che ora è montato su una cippatrice: una serie di sensori raccoglie i dati necessari sia del tool utilizzato (in questo caso dei coltelli che sminuzzano il legno) che della macchina operatrice e li invia ad un server centrale. Qui è possibile avere tutto sotto controllo e inviare all’operatore tutte le informazioni utili.

Pensiamo ad aree difficili come la foresta amazzonica o l’interno della Cina. È possibile fornire una assistenza continua e predittiva che permette di diminuire i guasti e aumentare l’efficienza della macchina stessa. Il tutto è già realtà e deve solo essere trasferito alla fase industriale”. Questi prototipi saranno presentati alla 29/ma edizione di Samoter, il Salone internazionale triennale dedicato alle macchine da movimento terra, da cantiere e per l’edilizia, a Veronafiere dall’8 all’11 maggio insieme ad Asphaltica, Salone delle soluzioni e tecnologie per produzioni stradali, sicurezza e infrastrutture..

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