Attrezzature non a norma nelle Marche. Un’azienda su quattro ne fa uso.

Pubblichiamo da Qui flaminia Marche (vedi articolo originale)

Calano gli infortuni, ma non quelli mortali. Quasi un’azienda su quattro impiega attrezzature non a norma 

Ancona – Si è conclusa ad Ancona la due giorni, come consuntivo dei tre anni del Piano nazionale di prevenzione in agricoltura, organizzata da Regione, Asur, Inail regionale e Coordinamento interregionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro. Come ha sintetizzato Ficcadenti (area vasta 4 dell’Asur), nelle Marche, in applicazione del piano, i servizi di prevenzione dell’Asur hanno svolto azione di informazione su tutto il territorio regionale con incontri informativi che hanno, a oggi, coinvolto circa 1700 addetti del comparto agricole, effettuato controlli in 548 aziende e il 22% di queste hanno ricevuto prescrizioni per attrezzature non a norma, in particolare trattori. Sono infatti le trattrici la causa più frequente di infortuni mortali e gravi.

Anzi, come ha ribadito Laurendi del settore Ricerca dell’Inail, costituiscono l’attrezzatura di lavoro che in assoluto causa, a oggi, la maggior quantità degli infortuni mortali sul lavoro tra tutti i comparti occupazionali: lo specifico osservatorio nazionale, che registra anche i dati dei non assicurati, ha contato ben 121 morti in Italia nel 2013. Ribaltamento, schiacciamento, investimento da terra le dinamiche più frequenti. Per contrastare queste drammatiche morti e un ancor più elevato numero di infortuni gravi, sempre con lesioni permanenti e spesso perdita dell’uso di parti degli arti, nella Marche si sta operando in modo integrato tra i soggetti e gli enti coinvolti.

L’assessore all’agricoltura Malaspina e il direttore regionale dell’Inail Onofri hanno informato come “il programma di sostegno stia procedendo con successo, tanto che, a fronte dei 300mila euro di contributi previsti per il primo anno di sostegno all’adeguamento delle trattrici, sono pervenute richieste di contributi, da circa 2600 aziende, per circa 2,4 milioni di euro”. L’Assessorato e l’Inail regionale stanno valutando come procedere a analoghi finanziamenti per gli anni prossimi.

Come ha segnalato Onelli, direttore generale della Direzione relazioni industriali e dei rapporti di lavoro del ministero del lavoro, l’agricoltura è uno dei comparti produttivi in cui l’occupazione ha tenuto in questo lungo periodo di crisi e sarà sicuramente uno dei partner della ripresa occupazionale, in particolare giovanile: “Per questo motivo non possiamo permetterci di scoraggiare l’impresa, ma, senza operare sconti rispetto ai livelli di sicurezza che l’Europa ci richiede, dobbiamo sviluppare una maggior effettività delle norme ottenibile riconoscendo la reale specificità della organizzazione del lavoro nel comparto agricoltura”.

È necessario migliorare anche la capacità delle istituzioni di comunicare in modo efficace quanto si sta facendo e ciò si può ottenere sviluppando maggiormente le capacità relazionali tra tutte le componenti interessate. In particolare Onelli ha informato che sono in fase avanzata di predisposizione atti normativi, previsti dal così detto “Decreto del Fare” di semplificazioni normative, alcune specifiche per l’agricoltura, la cui approvazione è prevista entro giugno.

Dalla giornata nazionale è poi giunto anche un invito a procedere con impegno e determinazione nella strada intrapresa, perché se è vero che nell’ultimo triennio gli infortuni in agricoltura sono scesi del 17,5% contro il 14,7 della media nazionale, è altrettanto vero che ciò non è accaduto per quelli mortali e gravi.

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