WWI contro pagamenti diretti e sussidi agricoli non equi

Pubblichiamo da Greenbiz (vedi articolo originale)

I sussidi agricoli rimangono un punto fermo del mondo industriale. Il Worldwatch Institute ha raccolto i dati relativi alle sovvenzioni agricole per l’anno 2012. L’ammontare complessivo ha raggiunto la cifra di 486 miliardi di dollari nei primi 21 Paesi produttori di alimenti in tutto il mondo. Si tratta dei Paesi membri dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE) e di altri 7 Paesi (Brasile, Cina, Indonesia, Kazakistan, Russia, Sudafrica e Ucraina). Insieme sono responsabili di quasi l’80% del valore aggiunto agricolo globale.

I sussidi agricoli, come nota il Worldwatch Institute nel proprio ultimo rapporto, non sono distribuiti equamente in tutto il mondo. All’Asia vengono attribuite le spese maggiori. La Cina investe ben 165 miliardi di dollari per pagare i propri agricoltori. Altre sovvenzioni consistenti sono fornite anche da Giappone (65 miliardi di dollari), Indonesia (28 miliardi di dollari), e Corea del Sud (20 miliardi di dollari).

Anche l’Europa, per via della PAC, viene attribuito un ammontare elevato di sovvenzioni, per un totale di oltre 50 miliardi di dollari, che rappresentano circa il 44% dell’intero bilancio UE nel 2011. Se si aggiungono gli ulteriori sussidi che gli agricoltori ricevono indirettamente dai consumatori, l’ammontare totale delle sovvenzioni agricole sale a 106 miliardi di dollari.

Il Nord America fornisce sussidi agricoli per circa 45 miliardi di dollari. Il 95% dei sussidi, per l’anno 2012, è stato messo a disposizione da Asia, Europa e Stati Uniti. Al centro delle politiche europee di sovvenzione agricola troviamo i pagamenti diretti, che rappresentano la pietra angolare della PAC, per un totale di 40 miliardi di dollari sui 50 miliardi del bilancio previsto.

Il Worldwatch Institute critica il sistema dei pagamenti diretti, che contribuirebbe all’arricchimento esclusivo delle grandi aziende agricole, anziché supportare i piccoli coltivatori. Infatti, gli agricoltori che possiedono o affittano più terreni ricevono maggiori benefici finanziari. Critiche analoghe vengono rivolte al programma di assicurazione dei raccolti introdotto di recente negli Stati Uniti.

Secondo le stime dell’Environmental Working Group, nel 2011 più di 10 mila aziende Usa hanno ricevuto tra 100 mila e 1 milione di dollari ciascuna in sussidi federali per l’assicurazione del raccolto, mentre altre 26 aziende hanno ricevuto più di 1 milione di dollari. Al contrario, l’80% della aziende agricole statunitensi (quasi 390 mila realtà in totale) ha ricevuto singolarmente una media di soli 5000 dollari l’anno.

I soli Paesi OCSE hanno speso 258,6 miliardi dollari in sovvenzioni per sostenere l’agricoltura nei rispettivi Paesi nel 2012. Le sovvenzioni OCSE sono cresciute rapidamente tra il 2001 e il 2004, passando da 216 miliardi dollari a più di 280 miliardi dollari. Infine, secondo la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo, i Paesi meno sviluppati si sono trasformati rapidamente da esportatori a importatori, e tra il 2002 e il 2008 hanno visto le loro importazioni di prodotti alimentari saltare da 9 miliardi a 24 miliardi di dollari.

Per ulteriori informazioni: WorldwatchInstitute.org.

Marta Albè

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