Aiuti Ue, maxitruffa all’Agea

Pubblichiamo da Il Sole 24 ore (leggi articolo originale)

Soldi rubati all’agricoltura: 20 milioni, che potrebbero salire a 200 senza il salvagente della prescrizione. La lunga indagine della procura di Roma ha portato allo scoperto una maxi truffa sui contributi agricoli comunitari in ambito Agea. Il terremoto si è abbattuto sui vertici delle precedenti gestioni dell’Agenza per le erogazioni in agricoltura, la «cassaforte» da cui transitano 4 miliardi annui di premi. Un ente su cui gravano, inoltre, le maggiori responsabilità nella gestione delle multe latte che pesano ancora sul bilancio dello Stato italiano.
La truffa scoperta dal nucleo speciale frodi comunitarie della Guardia di Finanza e dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) consisterebbe nel mancato recupero di fondi assegnati a beneficiari che non ne avevano diritto, aggravato dalla «certificazione» di falsi requisiti per incassare i soldi.
L’avviso di chiusura di indagine è stato notificato nei giorni scorsi a sei dirigenti in carica dal 2008 al 2012. Dal «cuore» finanziario del sistema partivano documenti indirizzati alla Commissione europea per garantire l’affidabilità dei beneficiari dei finanziamenti, richiesti indietro da Bruxelles, ma che grazie al «falso timbro» di Agea rimanevano nella casse dei finti agricoltori.
Una vicenda che, purtroppo, non sorprenderà gli addetti ai lavori. Da anni organizzazioni agricole, ma anche organismi di controllo come la Corte dei Conti, denunciano il cattivo funzionamento dell’Agenzia. E la lista dei ministri che hanno provato a «bonificare» l’Agea è lunga quanto quella dei «manager» coinvolti nell’inchiesta. Dal blitz di Zaia con la nomina a commissario del leghista Fruscio, all’ex assessore Tampieri per arrivare al generale della Finanza Mainolfi fino al direttore Sernia (chiamato dal ministro Martina) non si è mai arrivati a varare una vera riforma dell’ente. Solo due giorni fa la commissione Agricoltura del Senato ha approvato un emendamento al collegato agricolo che affida al governo la delega per la riforma dell’Agenzia.
Lo stesso ministro Martina ha sottolineato più volte la necessità di accelerare il riassetto degli enti e dell’Agea in particolare. «Stiamo lavorando – ha dichiarato Martina – alla revisione della governance di Agea e Sin per garantire la totale trasparenza dei pagamenti in agricoltura», anche attraverso «la revisione dell’attuale sistema di gestione e di sviluppo del Sian, nonché degli organismi pagatori a livello regionale. Intanto abbiamo convogliato risorse sull’operatività anzichè sulle consulenze», oltre alla nomina del nuovo direttore e alla turnazione degli incarichi dirigenziali. Ci sono sei mesi per riformare l’Agenzia e superare quelle che già nel 2012 la Corte dei Conti aveva bollato come «inefficienze organizzative» in riferimento al «mancato rispetto delle norme sugli accertamenti ed alla assunzione degli impegni», denunciando «allocazioni contabili errate e discrasie in operazioni di partite di giro».
Tutto questo senza contare che nel 2015 si apre per Agea la partita più difficile, con l’assegnazione ex novo dei diritti all’aiuto in base all’ultima riforma Pac, che valgono 27 miliardi.

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