Rapporto di Vega engineering, emergenza vittime nei campi cresce

Pubblichiamo da Agenparl (leggi articolo originale)

Roma, 13 feb – Il numero di incidenti mortali nel settore agricolo continua a crescere in modo preoccupante. Nel 2013 l’incidenza delle morti bianche in questo settore è arrivata al 46 per cento di tutte le vittime del Paese. Stiamo parlando di 208 vite spezzate nei campi su un totale di 452 morti nei luoghi di lavoro. Numeri che inquietano ancor più pensando ai numeri delle morti rilevate del 2012 quando gli agricoltori che avevano perso la vita erano 179 e rappresentavano il 35,2 per cento degli incidenti mortali sul lavoro nel Paese. In termini di incidenza, poi, il 2013 presenta una situazione più drammatica anche rispetto al 2011, quando la percentuale delle morti in agricoltura era pari al 39,6 per cento (219 vittime) su un totale di 553 morti sul lavoro. Nella maggior parte dei casi gli agricoltori, soprattutto ultrasessantenni, sono deceduti a causa del ribaltamento del proprio trattore, schiacciati o peggio ancora annegati nei fossati dei loro campi. Una tragedia che si sta drammaticamente evolvendo negli ultimi tre anni. Per il “ribaltamento di veicolo/mezzo in movimento”, infatti, i morti in agricoltura sono stati 124 nel 2013, 84 casi nel 2012, 101 nel 2011. Nello specifico, molto spesso si tratta del ribaltamento di un trattore con 119 casi nel 2013 (su un totale di 130 casi avvenuti per ribaltamento), 79 casi nel 2012 (su un totale di 97 casi), 97 casi nel 2011 (su un totale di 121). Un aumento preoccupante e significativo che induce a puntare i riflettori sullo stato dei veicoli agricoli nel nostro Paese. Spesso, infatti, gli incidenti si verificano a causa dell’inadeguatezza dei vecchi mezzi agricoli utilizzati per lo svolgimento dell’attività mezzi che non sono stati sottoposti ad adeguamenti e alle più recenti indicazioni di settore. E di questi tempi in cui la crisi è una realtà diffusa in tutti i settori, ipotizzare l’acquisto di un trattore nuovo, il cui costo si può aggirare anche intorno ai 100 mila euro o di uno usato circa 30 mila, risulta essere difficile ipotizzare degli investimenti. Ecco perché è indispensabile che la politica entri nel merito dell’emergenza e predisponga quanto prima dei piani di incentivazione al fine di rinnovare i mezzi agricoli in Italia così da aumentare la sicurezza dei lavoratori agricoli riducendo anche i costi sociali. Un segnale dovuto ad uno dei settori che continuano a rappresentare una risorsa preziosa per l’economia del Paese. E un sostegno concreto alla sicurezza dei lavoratori. Tutti i dati sugli Infortuni Mortali del Triennio 2011-2012-2013 sono gratuiti e disponibili sul sito www.vegaengineering.com nella Pagina dedicata all’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro.

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