Xylella, stop al taglio degli ulivi: il Tar sospende il Piano del commissario Silletti

Pubblichiamo da La Repubblica (leggi articolo originale)

Il Piano Silletti è bloccato. Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di sospensiva di 26 aziende vivaistiche della provincia di Lecce, che entro pochi giorni avrebbero dovuto distruggere migliaia di piante “ospiti” della xylella fastidiosa, e di altrettante aziende biologiche che avrebbero dovuto cospargere gli alberi di pesticidi. La vittoria degli avvocati Gianluigi Manelli, Luigi Pacione e Valentina Stanerra e delle ditte rappresentate, però, è vittoria di tutto il Salento. Perché il tribunale amministrativo non ha sospeso solo le misure relative ai vivai e alle ditte biologiche, ma l’intero Piano prodotto dal commissario Giuseppe Silletti, che nelle prossime settimane avrebbe dovuto subire l’accelerata decisiv, con l’eliminazione degli alberi malati e la “fase 2” relativa ai trattamenti fitosanitari.
Tutto invece viene congelato, in attesa della pubblicazione della “Decisione di esecuzione” presa dalla Commissione europea il 28 aprile. “Rispetto alla Decisione precedente del 2014 – fa rilevare il Tar – si prevedono misure differenti, sia sugli accertamenti tecnici da compiere sia in ordine alla misure da adottare”. Dunque sarebbe paradossale attuare un Piano che dovrà per forza di cose essere cambiato nel giro di poche settimane. Questa, del resto, era l’indicazione già fornita ieri dai giudici durante la discussione della richiesta di sospensiva, sotto forma di suggerimento di una moratoria che l’ufficio del commissario avrebbe potuto attuare fino all’adozione delle nuove misure Ue.
Un’ipotesi che l’Avvocatura dello Stato e quella regionale hanno invece rifiutato, ritenendo necessario andare avanti con il Piano e chiedendo dunque il rigetto dei tre ricorsi discussi (oltre a quello dei vivaisti, quello di 26 aziende biologiche e di due proprietari terrieri di Ora). Il Tar, messo di fronte alla necessità di decidere, ha ritenuto che il Piano non possa diventare realtà, in quanto concretizzerebbe “un pregiudizio grave e irreparabile” per i vivaisti e le aziende biologiche. I due ricorsi saranno discussi nel merito il 16 dicembre, insieme con quello presentati dagli avvocati Giovanni e Guido Pesce, proprietari di un terreno di Oria, e da dieci associazioni ambientaliste.

E prende il via l’azione risarcitoria collettiva avanzata dal Codacons. Sul sito www.codacons.it è stato pubblicato il modulo di costituzione di parte offesa attraverso il quale tutti i soggetti coinvolti dalla devastazione legata al batterio possono avviare l’iter volto a ottenere il risarcimento dei danni subiti. “Invitiamo tutti gli abitanti del Salento, i produttori e i coltivatori della zona a scaricare dal nostro sito il modulo di costituzione, in modo da inserirsi nel procedimento aperto dalla Procura di Lecce – spiega il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi – Sarà così possibile far valere i propri diritti e ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali subiti nei confronti dei soggetti che saranno ritenuti responsabili della diffusione di xylella e della mancata prevenzione”.

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