La start up che gestisce i residui dei fitofarmaci con il biologico

Pubblichiamo da Greenbiz (leggi articolo originale)

L’Italia si colloca a livello europeo tra i Paesi con più elevato consumo di prodotti fitosanitari. Solo per uso agricolo (esiste anche un uso domestico di queste sostanze) annualmente in Italia sono impiegate circa 150.000 tonnellate di prodotti fitosanitari.

I prodotti fitosanitari comprendono fitofarmaci, fisiofarmaci, erbicidi, fitoregolatori e sono formulati con sostanze chimicamente molto diverse fra loro. Si sta assistendo a una progressiva riduzione in quantità nell’impiego dei prodotti fitosanitari, per la graduale diffusione di nuovi principi attivi a basso dosaggio di impiego.

Eppure gli sversamenti di fitofarmaci, in particolare fungicidi (8mila tonnellate nel solo Veneto), sia in Italia che a livello mondiale, stanno determinando una crescente contaminazione del terreno e delle acque (superficialie e sotterraneea) nelle aziende agricole legata allo sversamento di pesticidi e agro-farmaci in maniera diretta ed indiretta.

Più di metà degli inquinamenti sono legati a perdite dirette, come fuoriuscite in fase di riempimento delle attrezzature per la distribuzione dei prodotti fitosanitari; oppure perdite dei macchinari adibiti all’irrorazione; o ancora uso eccessivo dei pesticidi, diserbanti e altre sostanze chimiche. Spesso i contadini lo fanno inconsapevolmente, altre volte si trattano di incidenti sul lavoro (sversamenti, dispersione indesiderata)

Per incrementare i livelli di sicurezza nelle fasi di manipolazione e stoccaggio dei prodotti fitosanitari con lo scopo di tutelare l’ambiente acquatico, le acque potabili e le aree specifiche (come previsto dal PAN “Piano Nazionale sull’uso sostenibile dei pesticidi”) ora arriva AgriBio Bed, la soluzione da una giovane start-up green, Bio Soil Expert, una delle ultime rivelazioni dell’Hub della green Economy Progetto Manifattura, nato dalla riconversione dell’antica manifattura tabacchi, operata da Trentino Sviluppo.

Si tratta di un sistema di confinamento e degradazione esclusivamente biologico che sfrutta peculiari capacità di piante e microrganismi per la degradazione e assorbimento dei residui fitosanitari e dei metalli pesanti che spesso sono presenti nei formulati degli agrofarmaci.

“In questo modo gli agricoltori possono allinearsi con quanto indicato nel Piano d’azione nazionale sull’uso sostenibile degli agrofarmaci preservando la qualità dei suoli e delle acque”, spiega Andrea Zerminiani, ideatore con Alberto Ferrarese e Paolo Campostrini di Bio Soil Expert. Essendo un prodotto pensato in ottica green ha un impatto ambientale e paesaggistico nullo, e contribuisce a migliorare la qualità dei terreni preservandoli. In questo modo, si diminuisce anche la contaminazione delle falde”.

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