Documento per una iniziativa unitaria e autoconvocata. Contro la crisi e il diritto ad essere agricoltori

Appello

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E’ il tempo della Riforma dell’agroalimentare italiano per garantire
la Sovranità Alimentare e i diritti di cittadini e produttori

Per una iniziativa unitaria, plurale ed autoconvocata in difesa
della dignità del lavoro agricolo, della libertà e del diritto di essere agricoltori.

Altragricoltura e LiberiAgricoltori hanno indetto per il 14 febbraio 2018 una prima giornata di mobilitazione a Roma contro la crisi, per la dignità del lavoro agricolo, la libertà e il diritto di essere agricoltori, la libertà e il diritto alla sicurezza alimentare per tutti i cittadini. Questa giornata vuole essere, in realtà, la prima tappa di un percorso sempre più necessario per dare vita in Italia ad un’ampia, plurale, unitaria iniziativa per superare la crisi rurale con quella Riforma dell’Agroalimentare italiano sempre più urgente di fronte alla continua erosione dei diritti di agricoltori e cittadini.

Diritti sempre più negati dalle scelte politiche, economiche e sociali che stanno trasformando l’Italia da grande Paese con una millenaria tradizione di produzione del cibo a piattaforma commerciale speculativa in cui il lavoro degli agricoltori e dei braccianti perde valore insieme alle garanzie di prezzo giusto, di sicurezza alimentare per i cittadini e di tutela del territorio e dell’ambiente.

Le aree rurali del nostro Paese vivono una crisi senza precedenti trascinate in basso dal crollo dei redditi delle aziende agricole e allevatrici mentre il Made in Italy (sempre più suggello speculativo di marchi senza la materia prima prodotta nelle nostre campagne) diventa la cassaforte per i nuovi speculatori finanziari e le istituzioni tradiscono il patto sociale con gli agricoltori negando loro le risorse economiche dovute dai fondi pubblici e comunitari.

I sostegni pubblici in agricoltura non sono un’elemosina ma un diritto fondamentale per agricoltori e cittadini. Dopo che ci hanno imposto come regola il dumping (ovvero l’introduzione in un mercato di prodotti a costi più bassi di quelli produttivi per il territorio), se la nostra società vuole ancora mantenere la propria agricoltura, i sostegni pubblici sono per il momento uno strumento indispensabile, un diritto a garanzia dei cittadini e del sistema economico.

In attesa di una profonda revisione del sistema degli incentivi (che va reso trasparente, efficace e giusto) come da decenni chiediamo), i soldi pubblici sono oggi uno strumento necessario a mantenere competitive le nostre aziende e a garantire il prezzo ai consumatori (senza gli incentivi le nostre aziende chiuderebbero, saremmo invasi solo da prodotti esterni e quanto costerebbe il cibo ai cittadini?).

Invece accade che questo diritto (che dovrebbe essere garantito da un patto sociale fra istituzioni, cittadini e aziende agricole) è negato sia dallo smantellamento dei fondi e degli strumenti pubblici (vedi i fondi per gli interventi in caso di calamità o dei terremoti), sia dalla loro trasformazione in istituti che di fatto diventano privati (vedi ad esempio la deriva di ISMEA che da istituto per garantire l’accesso alla terra sta operando come una banca speculativa), sia dalla malagestione come nel caso di AGEA (l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura controllata dal Governo) che dovrebbe garantire la distribuzione dei fondi comunitari ma che nel panorama europeo si distingue per una inefficienza vergognosa.

Così, mentre l’Agricoltura viene dipinta come un comparto “assistito, garantito e privilegiato”, grazie anche ai continui annunci propagandistici e strumentali di “montagne di soldi” pubblici che vengono regalati, alla maggior parte delle aziende agricole arrivano le briciole e moltissime devono attendere anni (a volte devono chiudere) dovendo fare i conti con una insopportabile inefficienza, una ottusa burocrazia, un sistema ingiusto che li costringe a “fare causa” per avere giustizia.

I cittadini devono sapere la verità e le istituzioni (a cominciare dai partiti) devono assumere la responsabilità di passare dalla propaganda alle azioni di Riforma che prendono atto della crisi e del fallimento delle scelte che la hanno determinata.

Serve una nuova Riforma dell’Agroalimentare italiano che punti all’obiettivo centrale di salvare i diritti dei produttori, dei lavoratori e dei cittadini ed a questo obiettivo garantisca regole nuove.

Fra queste regole due sono urgentissime: quelle contro il dumping e quelle contro il trust commerciale e speculativo che considera gli agricoltori come dei veri e propri “cottimisti”, rubando loro reddito e svuotando la stessa funzione di fare liberamente agricoltura.

Solo grazie al fatto che le istituzioni “guardano da un’altra parte”, si stanno affermando pratiche di distorsione e controllo del mercato contro gli interessi della libertà di impresa e dei consumatori. La privatizzazione dei semi e del patrimonio agrobiologico italiano sta diventando ormai uno strumento potente per controllare le filiere del cibo ed imporre prezzi, trust esclusivo e vantaggi speculativi inediti.

E’ cosi, per esempio, che una eccellenza del patrimonio agroalimentare del Mezzogiorno d’Italia, il Grano Senatore Cappelli, è diventato oggetto di una gravissima speculazione da parte di una società che dovrebbe essere sementiera (ovvero svolgere uno dei ruoli diversi nel ciclo economico insieme ad altri soggetti economici che si confrontano liberamente) ma che in realtà cerca di imporre un sistema di monopolio insopportabile e inaccettabile servendosi, anche, del silenzio della politica.

La SIS (Società Italiana Sementi il cui presidente è il vicepresidente nazionale di un noto sindacato agricolo) si è aggiudicato il controllo in esclusiva della commercializzazione del Grano Cappelli con una procedura su cui occorrerà fare chiarezza e cerca di imporre il controllo su tutta la filiera impedendo a molti agricoltori italiani che fin qui lo hanno coltivato di poter disporre dei semi e, dunque, negando il diritto alla libertà di essere agricoltori.

Non ci preoccupa solo l’iniziativa di per se contro i produttori di Grano Cappelli e i cittadini, ci preoccupa il modello e questo uso distorto della privatizzazione dei Semi e del formarsi dei trust sulle filiere. Vanno scongiurati perché, se si affermassero, l’intero nostro patrimonio agroalimentare accuserebbe un colpo forse mortale.

Anche in questo caso la politica ha le sue responsabilità: non può non vedere i rischi di una morsa che stringe gli agricoltori italiani fra uso iniquo delle risorse pubbliche e regole che lasciano autostrade alla speculazione.

Bisogna cambiare e, per cambiare, serve un’alleanza forte fra soggetti liberi e diversi che metta in campo un progetto nuovo, lo difenda e lo faccia valere negli interessi di agricoltori e cittadini.

Teniamo il 14 febbraio a Roma una prima giornata contro l’uso distorto delle risorse pubbliche in agricoltura e il trust e la speculazione permesse dalla connivenza politica con l’intento di sollecitare una larga iniziativa unitaria che rimetta insieme le forze della parte viva del nostro mondo rurale e di quanti nella società hanno a cuore la difesa della nostra terra.

Ci rivolgiamo ai soggetti politici, istituzionali ma, soprattutto, agli agricoltori, ai dipendenti agricoli, ai cittadini, alle forze economiche e sociali per avviare una fase nuova per difendere il lavoro e l’azienda agricola e i diritti dei cittadini consumatori e invitiamo quanti condividono lo sforzo a firmare questa convocazione e a diventare soggetto autoconvocante di una prima assemblea nazionale organizzativa delle iniziative comuni.

Proponiamo di tenere questo primo incontro unitario e autoconvocato per l una piattaforma ed una iniziativa unitaria generale #PERLARIFORMADELL’AGROALIMENTARE da tenersi sabato 21 aprile a Roma a conclusione della settimana di iniziative internazionali per la Sovranità Alimentare.
……….

Ci impegniamo, intanto, ad avviare, sostenere e promuovere il percorso di iniziative mettendoci a disposizione di ogni incontro, azione, progetto che si muova in questo spirito a cominciare dalla realizzazione di una iniziativa unitaria fra quanti hanno a cuore la difesa del Grano Cappelli e del diritto ad essere liberamente agricoltori e di una seconda per dare vita all’Osservatorio sulla malagestione dei fondi pubblici in agricoltura su cui impostare le azioni di tutela e le proposte di cambiamento.

Per rendere effettivo e trasparente il percorso, indichiamo, concretamente, nel sito del Movimento Riscatto per la Difesa delle Comunità Rurali alle pagine www.riscatto.info, lo spazio comune su cui raccogliere i documenti, le proposte, gli aggiornamenti del percorso.

Altragricoltura
LiberiAgricoltori

Seguono le firme di cittadini e organizzazioni
raccolte alla pagina www.altragricoltura.net/petizioni/per-il-diritto-di-essere-agricoltori/

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APPELLO PER LA #RIFORMADELL’AGROALIMENTARE ITALIANO
PER LA DIGNITÀ DEL LAVORO AGRICOLO, IL DIRITTO E LA LIBERTÀ DI ESSERE AGRICOLTORI

promosso da Altragricoltura e LiberiAgricoltori

adesioni: www.altragricoltura.net/petizioni/per-il-diritto-di-essere-agricoltori
info: www.riscatto.info contatti: altragricoltura@altragricoltura.net

 

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Gli obiettivi, i contenuti, le tappe per la convocazione di un’assemblea unitaria contro la crisi

L’obiettivo principale della raccolta firme a questo documento proposto da LIberiAgricoltori e da Altragricoltura sta nel promuovere l’autoconvocazione di un incontro nazionale fra quanti condividono l’urgenza di dare vita ad uno spazio comune, plurale, autonomo di iniziativa contro la crisi rurale, per la dignità del lavoro agricolo, il diritto e la libertà di essere agricoltori. …

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